SULMONA. Per un anno avrebbe perseguitato la ex, arrivando ad aggredirla. Ieri per Emanuele Sbraccia, imprenditore di 46 anni originario di Introdacqua, è arrivato il conto dalla giustizia: due anni di reclusione e il risarcimento della parte civile da calcolarsi in separata sede, oltre al pagamento delle spese processuali. L’imprenditore era finito sotto processo per atti persecutori, violenza privata e lesioni per fatti che fanno riferimento al dicembre del 2017 e del 2018. In particolare era accusato di aver perseguitato la sua ex attraverso insistenti e ossessivi messaggi e chiamate sul telefono, ripetuti pedinamenti e appostamenti nelle vicinanze del luogo di lavoro o nei locali pubblici che frequentava di solito la giovane, provocandole un perdurante stato di ansia. In un’altra occasione sarebbe arrivato a strapparle dalle mani il telefonino per leggere i messaggi. In una circostanza, nel maggio del 2018, all’imprenditore viene contestata anche l’aggressione per aver provocato alla sua ex ferite al collo e alla testa tanto da essere costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. (c.l.)