CERCHIO. «I profughi ucraini accolti nelle aree interne sono un’opportunità di crescita». Di ciò Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio, non ha dubbi. Una convinzione maturata stando a stretto contatto con i bambini ucraini e le loro madri, ospiti da oltre un mese del Centro di accoglienza. «Atteso che l’accoglienza è un gesto di solidarietà necessaria per i valori umani e cristiani che contraddistinguono l’intero popolo italiano», spiega Tedeschi, «vorrei evidenziare che il fenomeno migratorio dei profughi ucraini nelle aree rurali e montane dell’Abruzzo può rappresentare una risorsa per rigenerale questi territori a livello demografico ed economico. L’accoglienza di questi ospiti fuggiti dalla guerra potrebbe risultare vantaggiosa per entrambi. A mio parere», prosegue il sindaco Tedeschi, «le aree interne rappresentano un’opportunità per un’accoglienza a misura d’uomo, la presenza di nuovi residenti, anche temporanei, può essere un’occasione preziosa per gli stessi territori marginali. Tutto il sistema di accoglienza ha mostrato che avere un richiedente asilo, anche solo per un anno, ha comportato un impatto positivo per il territorio, in termini di risorse economiche, di risistemazione degli immobili, di opportunità lavorative e di ripopolamento. Molto», aggiunge Tedeschi, «dipenderà dalle politiche che si metteranno in campo da parte del Governo e della Regione, per far diventare questa ospitalità un’opportunità di sviluppo e di crescita economica di un territorio che si va sempre più spopolando. Se non c’è il lavoro, se non ci sono i servizi e la qualità della vita è bassa, i rifugiati se ne vanno. Quindi diventa necessario», conclude Tedeschi «un intervento della Regione e del Governo, per una serie di aspetti: dal lavoro, alla casa, fino all’accesso alle risorse locali. La politica puramente demografica e residenziale che sposta le persone non può funzionare da sola, ma necessità di un progetto per rivitalizzare le aree interne». (n.m.)