GIOIA DEI MARSI. Il mistero che ruota attorno alla scomparsa di Lorena Giancursio, la 16enne di cui si sono perse le tracce sabato scorso, diventa sempre più fitto. A una settimana di distanza, non ci sono indizi o particolari che possano indirizzare gli investigatori verso una pista. L’allontanamento volontario resta l’ipotesi più probabile, ma con il passare del tempo la preoccupazione tra i familiari della ragazza aumentano. Il cellulare è sempre spento e le testimonianze di amici e parenti non hanno portato a nulla. La 16enne affidata ai nonni di Gioia dei Marsi sembra sparita nel nulla.
LE SEGNALAZIONI A ROMA
Ad aprire uno spiraglio ci sono alcuni avvistamenti, che però non sono ancora stati verificati. La ragazza sarebbe stata vista nel quartiere Celio di Roma, nelle vicinanze del Colosseo. L’ipotesi che la minorenne si fosse allontanata dalla Marsica per raggiungere la capitale, in realtà, era stata battuta anche dagli investigatori. Più indizi hanno fatto pensare all’ipotesi che la ragazza abbia raggiunto la vicina Roma.
IL PRECEDENTE
Già in passato, da quanto emerso nelle indagini degli investigatori, Lorena era fuggita dalle persone a cui era stata affidata provvisoriamente. Anche in quell’occasione, dalla costa abruzzese dove si trovava, aveva raggiunto Roma, dove era stata poi ritrovata. Potrebbe essere accaduto di nuovo. Questa volta, però, la situazione è diversa visto che da quasi una settimana ormai di lei non si ha più nessuna traccia.
IL COMPLICE
Secondo una delle ipotesi investigative al vaglio dei carabinieri della compagnia di Avezzano che indagano sul caso, la minorenne si sarebbe allontanata con la complicità di un’altra persona e lo avrebbe fatto a bordo di un’auto. Infatti, visionando le telecamere di sorveglianza sia di Avezzano che di Gioia dei Marsi, soprattutto nei pressi delle stazioni ferroviarie e dei terminal bus, non hanno portato nulla. Con ogni probabilità, la sedicenne non è mai passata da quelle parti, allontanandosi invece, come credono gli inquirenti, con un mezzo privato che ovviamente lei non poteva guidare, e quindi con la complicità di altri.
L’INCHIESTA
Sul caso è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura presso il tribunale per i minorenni dell’Aquila, guidata da David Mancini. Per il momento il fascicolo è contro ignoti. Si tratta di un atto dovuto da parte della procura aquilana, visto che si tratta di una minorenne. Se veramente si fosse allontanata con una seconda persona, questa rischierebbe un’imputazione. È stato inoltre richiesto all’operatore telefonico l’autorizzazione per conoscere eventuali spostamenti fino a quando il telefono è rimasto acceso.
LA FAMIGLIA
Tutti i familiari della ragazza temono possa trovarsi in pericolo e si sono mobilitati in ogni modo pur di ritrovare la ragazza. Un appello a farsi sentire è arrivato dalle cugine anche tramite la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” andata in onda mercoledì sera su Raitre. I nonni paterni, in particolare la nonna Liliana, hanno lanciato un appello il giorno dopo dalle colonne del Centro: «Ti vogliano riabbracciare, aspettiamo ogni minuto il tuo ritorno e se hai sbagliato non fa nulla, ti perdoniamo, anzi, ti abbiamo già perdonato. Ma facci sapere qualcosa, mandaci qualche segnale». Anche la nonna materna Giuseppina ha scritto sui social alla nipote: «Facci sapere solo se stai bene, il resto non mi importa».