AVEZZANO. I Cunicoli di Claudio, se valorizzati e resi fruibili, ogni anno richiamerebbero turisti da tutto il mondo, divenendo così una grande risorsa per lo sviluppo e la crescita economica del territorio. Sulla vicenda interviene Stefano Fabrizi, del consiglio di amministrazione del Gal e direttore di Confagricoltura L’Aquila.
Secondo Fabrizi non si capisce perché, ora che alcuni cunicoli sono stati messi in sicurezza, debbano continuare a rimanere chiusi: «Se il problema è stabilire se la gestione spetti alla Soprintendenza o alla Regione, lo si risolva senza ulteriori indugi: l’importante è che i Cunicoli vengano resi accessibili».
Fabrizi ricorda che otto anni fa, ancor prima dei 250mila euro stanziati dalla Camera di Commercio dell’Aquila per mettere in sicurezza i Cunicoli, erano stati il Consorzio di bonifica e il Gal, attraverso un modestissimo finanziamento, ad aprire al pubblico l’Emissario di Claudio dopo cinquant’anni di oblio.
«Ora che i lavori sono stati conclusi», continua Fabrizi, «chiediamo perché chi si sente proprietario non riapre le visite ai cunicoli in modo continuativo. Ci risulta che il Consorzio di bonifica e la Dmc ricevano continue richieste da parte di tour operator, agenzie di viaggi e semplici turisti per poter visitare quest’opera, e con immenso imbarazzo negare persino gli indirizzi, inesistenti, cui eventualmente rivolgersi».
Secondo Fabrizi l’Incile, l’Emissario di Claudio e il parco costituiscono un unicum. Da qui l’appello al sindaco di Avezzano Gianni di Pangrazio a riprendere in mano la situazione, costringendo gli enti a trovare l’intesa, e l’invito alla Regione ad applicare la legge 45 del 2019, affinché il Consorzio di bonifica possa redigere il regolamento per la valorizzazione delle infrastrutture di bonifica.