CHIETI . Alzano la voce, si urlano contro, volano anche minacce di querele. Ma poi si mettono d’accordo per votare l’uno l’ordine del giorno dell’altro, affinché dal consiglio comunale teatino arrivi a Regione e Asl un’unica forte voce per chiedere più attenzione e più risorse per la sanità locale, dall’ospedale alla medicina del territorio. I comitati civici che si occupano di sanità, pur riservando alla fine un applauso – l’unico della seduta – all’intervento conclusivo del sindaco Diego Ferrara, escono però delusi dall’aula. Non sono potuti intervenire in Consiglio e hanno dovuto persino togliere gli striscioni che avevano appeso contro la Pet sui Tir, una delle tante battaglie portate avanti per migliorare la sanità locale. L’ex assessore comunale alla sanità Giancarlo Cascini, responsabile dell’Osservatorio sanità, che aveva preparato un intervento per il Consiglio, a fine seduta fa un gesto plateale: prende in mano il foglio di carta con su scritto l’intervento stesso, lo accartoccia e lo butta per terra, chiedendo ad alta voce se quelle considerazioni potessero interessare a qualcuno.
ASSENZE E PRESENZE
La seduta, come anticipato, non ha visto la presenza dei principali invitati. Non c’era il presidente della Regione Marco Marsilio, così come l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, non c’era il direttore generale Asl Thomas Schael e neanche i rappresentanti dell’università d’Annunzio, sebbene il sindaco abbia detto pubblicamente di essere in contatto con l’ateneo. Per lui, non è questa l’assenza principale. A dire il vero Schael ha inviato entrambi i suoi direttori, quello sanitario, Angelo Muraglia, e amministrativo, Giovanni Stroppa. I due non sono intervenuti, ma hanno precisato di essere presenti per ascoltare il consiglio comunale. Una forma di “rispetto istituzionale” nei confronti del Comune.
SCONTRO IN AULA
Maggioranza e opposizione sono arrivate alla seduta con due diversi ordini del giorno. Stesso obiettivo, il miglioramento della sanità teatina, ma parole, sottolineature, retroscena politici diversi. Ad accendere i lavori sono state le donne. Dall’intervento veemente della capogruppo FdI Carla Di Biase – che ha ricevuto anche una minaccia di querela da parte del vicesindaco Paolo De Cesare in merito a presunte vicinanze con il direttore Schael -, a quello, più contenuto ma altrettanto duro, della capogruppo di Azione politica Serena Pompilio. Entrambe rimproverano il sindaco di avere un atteggiamento troppo morbido nei confronti della Asl. Più conciliante l’intervento di Fabrizio Di Stefano (Lega) pronto a superare gli steccati politici per raggiungere l’obiettivo. Ma anche lui non ha rinunciato ad attaccare Ferrara: «Le assenze di oggi dimostrano che il peso politico del sindaco è bassissimo», ha detto a fine seduta. Il ruolo da “pompiere” è toccato al capogruppo di Chieti c’è, Vincenzo Ginefra, che dalla maggioranza si è detto pronto a votare l’ordine del giorno della minoranza. L’opposizione ha ricambiato e così si è ricompattata l’aula, con la sola astensione di Silvio Di Primio (La sinistra con Diego).
L’INTERVENTO DEL SINDACO
Accusato di essere poco incisivo nei rapporti con la Asl, Ferrara ha fatto un intervento che, almeno nei toni, è sembra dimostrare tutt’altro. I comitati lo hanno applaudito, «le cose dette sono giuste, ma bisogna passare dalle parole ai fatti», ha spiegato l’ex assessore Gianni Di Labio, uno dei meno teneri con la maggioranza a causa della mancata possibilità di intervenire. Il sindaco se l’è presa con la consigliera Pompilio, che lo ha accusato di «stare zitto» in seno al comitato ristretto dei sindaci, redarguendola duramente in aula. Poi anche loro si sono ritrovati a fine seduta per spiegare le rispettive posizioni. «Dopo aver assistito al progressivo impoverimento dell’ospedale», ha detto Ferrara in aula, «non credo di esagerare affermando che la sanità teatina non ha mai attraversato un momento più brutto. È come se ci fosse davvero un disegno nemmeno più tanto celato, di spogliare Chieti di un ruolo che storicamente le compete. Sappiate», ha avvertito, «che farò di tutto per evitarlo».
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