PESCARA. Nel prossimo futuro, i cittadini potranno porre dei quesiti al sindaco o agli assessori e ottenere le risposte durante le sedute del consiglio comunale. Il via libera per il question time dedicato ai residenti pescaresi è arrivato ieri dall’aula che ha approvato un apposito regolamento.
Le interrogazioni potranno essere presentate da tutti i cittadini, a partire dai 16 anni di età e le sedute del question time si svolgeranno all’interno delle riunioni ordinarie del consiglio comunale convocate nell’ultimo venerdì di ogni mese. «Si tratta di una innovazione importante voluta dalla maggioranza, elaborata con l’ausilio e la collaborazione delle opposizioni», ha detto il presidente della commissione Statuto Claudio Croce, che ha presentato alcuni emendamenti per modificare il testo iniziale del regolamento, «l’obiettivo primario è quello di dare uno spazio democratico di confronto a coloro che non siedono tra i banchi dell’assise civica, ma disporranno d’ora in avanti di un’ulteriore finestra di dialogo e confronto». Al question time verrà dedicato circa mezz’ora per rispondere sino a un massimo di 3 interrogazioni per ciascuna seduta. «Anche lavorando dall’opposizione siamo riusciti a portare un’altra delle nostre stelle all’interno delle istituzioni della nostra città», hanno commentato i consiglieri del Movimento 5 Stelle.
È stata rinviata alla seduta di oggi, invece, la delibera contenente il Regolamento del gruppo comunale volontari della Protezione civile. L’opposizione ha bloccato l’approvazione presentando una quarantina di emendamenti per modificare il testo. «Da eroi premiati anche con la massima benemerenza civica, il Ciatté d’oro, a beneficiari di un monopolio da smantellare attraverso la costituzione di un gruppo comunale alle dirette dipendenze del sindaco», hanno commentato i consiglieri di centrosinistra, «la proposta presentata in consiglio prevede di dare il benservito della giunta Masci e della maggioranza di centrodestra ai volontari delle associazioni di Protezione civile operanti a Pescara. Il regolamento, scritto senza ascoltare nessuna delle persone impegnate in questi anni del Covid, punta a dare il benservito ai volontari e mette nero su bianco che i volontari delle associazioni saranno chiamati solo quando non basteranno le forze del gruppo comunale scelto direttamente dal Comune».