L’AQUILA. Palloncini bianchi, tra le note e le parole delle canzoni di Mengoni e Irama, hanno accompagnato l’ultimo viaggio di Maria Rita Vietri, la 64enne morta domenica scorsa nel tragico schianto dell’aereo ultraleggero nelle campagne tra Fossa e Poggio Picenze.
In centinaia, tra amici e parenti dell’ex commessa di un supermercato, si sono riuniti per darle l’ultimo saluto commosso nella chiesa di Santa Maria del Soccorso al cimitero dell’Aquila.
Nell’incidente ha perso la vita anche il gioielliere 70enne Corrado Mancinelli, che era alla guida del velivolo: il suo addio è previsto per oggi alle 15.30 nell’aviosuperficie di Poggio Picenze.
Proprio da lì erano partiti e lì stavano atterrando. La sfortunata Maria Rita era la passeggera. Era abituata e appassionata al volo, ma da un paio di anni non saliva su un aereo e aveva confidato agli amici la gioia di poter tornare a volare con l’amico Corrado. Con lui aveva programmato quel giro tra le montagne di Abruzzo, Umbria e Toscana. Era felice per quella gita tra i monti del centro Italia, quei paesaggi che il pilota decantava. «Non potete immaginare quanto sia bello da lassù», diceva spesso. E lo stesso padre Domenico, il frate giunto da Roma per celebrare il funerale di Maria Rita Vietri, ha colto la provenienza di quella forza che spingeva tanti come loro a volare. «Maria Rita quando saliva in cielo andava a cercare la bellezza del Creato», ha detto ieri nell’omelia.
Per gli amici esperti di volo quella virata improvvisa verso destra vista e segnalata dai testimoni oculari, che ha preceduto di pochi secondi lo schianto dell’ultraleggero con i due amici a bordo, può essere stata causata soltanto da un malore, non da un errore. Saranno gli esami istologici e tossicologici richiesti in aggiunta all’autopsia – per i cui esiti ci vorranno giorni – a dare una risposta in tal senso.
Ma per gli inquirenti non è da escludere nemmeno il guasto tecnico. Su questa seconda ipotesi è al lavoro un perito, un esperto in aviazione arrivato da Bologna. L’aereo aveva una piccola scatola nera da analizzare, mentre quel che resta del velivolo giallo e rosso di Mancinelli si trova sotto sequestro in un capannone.
Scartata fin da subito, invece, un’eventuale interferenza da parte della donna, legata com’era dalle cinture che la tenevano lontano dai comandi e l’hanno trattenuta dentro l’abitacolo disintegrato.
Il pubblico ministero Stefano Gallo, che coordina le indagini sull’incidente aereo, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Sulla tragedia sta indagando anche l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, considerando che l’incidente ha coinvolto un ultraleggero avanzato abilitato per l’atterraggio negli aeroporti. L’aereo, un Df 2000, è finito contro la chioma di un pioppo che lo ha fatto ruotare e precipitare di pancia fino ad accartocciarsi nell’impatto con il muro in cemento armato di una delle strutture del depuratore di Fossa. I due appassionati di volo, entrambi iscritti all’Aeroclub, stavano tornando all’aviosuperficie aquilana da cui erano partiti la mattina presto. Dopo aver trascorso a giornata in Val di Chiana, in provincia di Arezzo, avevano effettuato anche una sosta a Castiglione del Lago, in Umbria, come testimoniato da un video postato su Facebook dalla stessa Maria Rita Vietri.
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