CHIETI. Usava il denaro dell’università telematica Leonardo da Vinci (Unidav) per giocare al casinò. L’ex direttore generale dell’ateneo online di Torrevecchia Teatina, Fausto Gennuso, 70 anni, originario di Corleone (Palermo), è stato condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione. Il tribunale di Chieti (presidente Guido Campli, giudici a latere Morena Susi e Francesco Turco) lo hanno ritenuto colpevole di peculato e indebito utilizzo di carte di credito, reati entrambi continuati. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca aveva chiesto 3 anni e 3 mesi. Gennuso dovrà anche risarcire con 50.000 euro l’Unidav, che si è costituita parte civile; è stato inoltre «dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, nonché incapace in perpetuo di contrarre con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere prestazioni di un pubblico servizio».
Per l’accusa (il pubblico ministero titolare del fascicolo è Giancarlo Ciani), Gennuso ha commesso i reati in qualità di pubblico ufficiale, avendo ricoperto l’incarico di direttore generale dell’Unidav (dal 19 aprile 2016 all’8 febbraio 2017), «da considerarsi organismo di diritto pubblico, in quanto costola della Fondazione Gabriele d’Annunzio». L’ex dg si è appropriato della «somma complessiva di 27.508,39 euro in quanto, avendo la disponibilità di una carta di credito abbinata al conto corrente intestato a Unidav, facendone indebito uso, effettuava spese relative a esborsi sostenuti per esigenze personali».
Il pm contesta a Gennuso anche 6.350 euro, spesi al casinò Le Palme di San Giovanni Teatino e nelle sale giochi all’interno dell’ippodromo, e «prelievi di somme liquide per un importo di 6.698,38 euro». Gli episodi sono avvenuti tra il 23 agosto 2016 e il 27 novembre 2017. I difensori di Gennuso, gli avvocati Marco Di Paolo e Antonio Di Lorenzo, si preparano al ricorso in appello.
Nel gennaio 2022 Gennuso aveva chiesto di patteggiare un anno e 10 mesi con la sospensione condizionale della pena, dopo aver integralmente risarcito le somme di cui si era appropriato indebitamente, ma il giudice per l’udienza preliminare aveva respinto l’istanza.
L’inchiesta della procura di Chieti su Unidav vede altre otto persone sotto processo con accuse che vanno, a seconda delle posizioni, dal peculato al riciclaggio, dall’abuso d’ufficio all’autoriciclaggio. La posizione di Gennuso era stata stralciata.
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