CHIETI. Il no all’opera, giudicata «inutile e dannosa», resta fermo. Ma su una possibile variante del percorso, con l’arretramento della linea ferroviaria nella zona industriale, da parte del comitato FerroVia Chieti Scalo ci potrebbe essere un’apertura. «È ancora presto per una valutazione», dice la presidente del comitato Paola Sablone, «noi ribadiamo la contrarietà al progetto di velocizzazione della Pescara-Roma, a nostro avviso inutile, dannoso, privo di ricadute economiche sul territorio e portatore solo di sperpero di denaro pubblico. Questa idea progettuale di arretrare la ferrovia nell’area industriale è da valutare. L’idea di liberare Chieti Scalo dai binari, spostandoli nella zona industriale, non ci dispiace. Al momento però mi sembra un progetto non fattibile, perché comporta lo spostamento della ferrovia all’interno dell’area Sir, il Sito di interesse regionale che è fortemente inquinato». Dunque prima servirebbe un progetto di bonifica dell’area, progetto atteso da anni. «Se questa idea progettuale si concretizzerà, noi analizzeremo i documenti», continua Sablone, «e daremo una valutazione. Noi chiediamo soltanto che questi progetti di variante non comportino danni ad altri quartieri teatini. Perché noi non vogliamo una guerra dei poveri fra contrade e zone cittadine. Non vogliamo mettere i quartieri uno contro l’altro».
Intanto la commissione speciale sulla ferrovia presieduta dal consigliere comunale Vincenzo Ginefra (Chieti c’è) continua a lavorare per approfondire la possibile variante al progetto, che eviti allo Scalo l’abbattimento di molti edifici, le grandi aree di stoccaggio vicino alle case e i problemi dell’inquinamento acustico. L’idea per la nuova variante è arrivata ripescando un vecchio progetto del 2017 che già prevedeva l’arretramento della ferrovia.
Dall’esponente di Brecciarola del comitato Comferr, Gianni Di Labio, arriva un appello alla Regione: «L’amministrazione regionale sospenda subito l’iter del progetto di velocizzazione della linea ferroviaria altrimenti si rischia di dover approvare un progetto non condiviso, neanche dalla Regione, solo per mancanza di tempo».