LANCIANO. «Lo stop alle scintigrafie nell’intera Asl è una notizia gravissima soprattutto per i pazienti oncologici. Ed è una conferma di quanto sosteniamo ormai da tempo sullo sfacelo che questa Regione, di concerto con la direzione Asl 2, sta facendo del servizio sanitario». Così il capogruppo in Regione del M5S, Francesco Taglieri, commenta la notizia del Centro sul blocco delle scintigrafie, un esame che permette di diagnosticare tumori e numerose malattie e di verificare il funzionamento di alcuni organi. Dei 4 macchinari a disposizione nell’azienda, due al Santissima Annunziata di Chieti e due al Renzetti, ne funziona uno solo, a Lanciano, ma non è utilizzabile per problemi legati alla sicurezza del paziente. Il macchinario è sicuro, ma in caso estremo di rottura mentre l’utente sta effettuando l’esame, questo non potrebbe essere trasferito a Chieti per ultimarlo, resterebbe “radioattivo” e senza scintigrafia. E così molti utenti da settimane attendono di sapere se e quando potranno effettuare l’esame che viene rimandato di giorno in giorno.
«Questa motivazione non regge», attacca Taglieri, «la verità è che abbiamo macchinari obsoleti, si preferisce non usarli anche se funzionanti e annullare esami già prenotati da tempo, abbandonando i pazienti a migrazioni fuori regione e a liste di attesa lunghissime». Ma per il consigliere regionale quello della scintigrafia è solo l’ultimo dei problemi perché al Renzetti da mesi è impossibile prenotare esami: non c’è mai posto. Ma come è possibile se l’ospedale è semivuoto? «Non ci sono posti per una Tac, una risonanza o una visita cardiologica, dermatologica o gastroenterologica», dice Taglieri. «Sono bloccati da oltre 18 mesi gli screening mammografici e della cervice uterina, fondamentali per la prevenzione dei tumori femminili. Gli addetti al Cup, che fino a un mese fa rispondevano ingenuamente: “Non abbiamo calendari disponibili”, ora, dopo l’intervento della politica e della direzione aziendale, sono costretti a rispondere con un più sfumato: “Abbiamo un problema tecnico, ritorni tra qualche giorno”. Dietro ai proclami del centrodestra: “Un ospedale nuovo per Lanciano” e “Lanciano è e resterà un Dea di primo livello”, c’è la realtà di un presidio volutamente svuotato e depotenziato, in cui non si esegue più quasi nessuna attività oltre il minimo richiesto dalle urgenze. Facile, poi, fare scaricabarile verso i “burocrati cattivi” del tavolo di monitoraggio di Roma che dovranno dirci che non possiamo permetterci un Dea di primo livello con reparti in cui non si eroga un numero minimo di prestazioni che ne giustifichi l’esistenza. Il tutto a danno del cittadino, costretto o a pagare esami al privato, o a non curarsi, e del personale sanitario, costretto a lavorare senza strumenti e lasciato solo davanti a un’utenza più esasperata dai disservizi».
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