L’AQUILA. Da un lato frena sulla revisione dei vincoli ambientali sul Gran Sasso, dall’altro mette un sigillo sulla realizzazione del contestato gasdotto Sulmona-Foligno. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin è arrivato ieri all’Aquila per partecipare al convegno dal titolo “Energia per la crescita”, ospitato all’Auditorium del Parco del Castello. Rispondendo alle domande dei giornalisti, ha toccato due argomenti caldi, per le zone interne e la provincia dell’Aquila. L’incontro, dedicato alla crisi energetica in atto, agli scenari che si possono prefigurare grazie alla nascita delle Cer-Comunità energetiche rinnovabili e ai progetti che in città sono stati presentati per la loro costituzione, è stato moderato dal giornalista e scrittore Francesco Giubilei: erano presenti il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Marco Marsilio, il commissario per la ricostruzione del Centro Italia Guido Castelli, l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta, il rettore Edoardo Alesse, il presidente di Confindustria Abruzzo Silvano Pagliuca e il rettore vicario e docente di Interazione tra macchine e ambiente Roberto Cipollone.
VINCOLI GRAN SASSO
L’inverno anomalo e la mancanza di neve hanno riacceso il dibattito sui vincoli ambientali che insistono sul Gran Sasso, bloccando di fatto lo sviluppo della stazione sciistica di Campo Imperatore, unica dell’Aquilano a non essere dotata di un impianto per l’innevamento artificiale. «Dobbiamo partire dal fatto», ha affermato il ministro Pichetto Fratin, «che stiamo subendo un cambiamento climatico di quelli enormi e notevoli. Da un lato ci può aiutare la tecnologia ma dobbiamo utilizzare la tecnologia dove è possibile farlo, perché in questo caso deve esserci una condizione per poter continuare utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione. Non è possibile prevedere oggi come potrà essere la tecnologia anche fra una decina d’anni». Una risposta che non sembra avallare il progetto dei cannoni sparaneve. Nei giorni scorsi il consigliere comunale con delega alle Politiche della montagna Luigi Faccia ha ribadito che la volontà dell’amministrazione Biondi è di rimodulare i confini delle direttive che fanno parte della rete di Natura 2000. Una presa di posizione subito criticata dal fronte ambientalista.
GASDOTTO SNAM
Il Comune di Sulmona e altri 19 amministratori dei territori abruzzesi che verranno attraversati dal gasdotto, il cosiddetto progetto della linea Adriatica, da realizzare entro il 2027, proprio nelle ultime ore hanno ribadito la contrarietà all’opera. Ma il ministro è stato categorico: «Noi la linea Adriatica la dobbiamo fare, con onestà la dobbiamo fare, perché ha una doppia funzione: quella di portare in sicurezza il Paese e renderlo sicuro significa avere la garanzia che imprese e famiglie hanno l’energia. La traduco con un esempio. Noi abbiamo avuto un dibattito gli anni scorsi che riguardava il Tap, se noi non avessimo avuto il Tap oggi, che ci porta 30 milioni di metri cubi al giorno di gas, oggi avremmo un’ora di energia elettrica in meno. Quindi probabilmente in questo momento non potremmo avere la luce accesa: questo significa che, con tutte le cautele, con studi approfonditi, con tracciati possibili e sicuri dobbiamo dotarci di una struttura del gasdotto dell’Adriatica, che sarà lungo circa 400-450 chilometri, per garantire l’Italia».
COMUNITÀ ENERGETICHE
Per Pichetto Fratin le comunità energetiche all’Aquila «possono fare da start up di un modello che parte dalla base. Le comunità energetiche rappresentano il modo e il tentativo per diffondere e liberalizzare i produttori. Puntiamo ad avere migliaia di produttori, e avere centinaia di migliaia di famiglie e imprese che abbiano energia ad un prezzo molto più basso, grazie l’auto produzione». Nell’incontro si è discusso del progetto da 20 milioni del Comune dell’Aquila candidato al bando del commissario straordinario per la ricostruzione 2016 proprio sulle comunità energetiche, per ammodernarsi e ridurre le emissioni climalteranti. Il progetto prevede la realizzazione di sei impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per quattro comunità energetiche (Cer) in rete tra loro. «Abbiamo lavorato su un progetto complessivo molto importante, sfruttando le opportunità del fondo complementare», ha spiegato il sindaco Biondi. «L’obiettivo», aggiunge, «è quello di alleggerire la tensione sulle famiglie, soprattutto quelle più bisognose laddove il caro energia morde la carne viva dei cittadini, e rendere più competitive le aziende».
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