L’AQUILA. «L’inconferibilità certificata dall’Anac del presidente Alessandro Piccinini può mettere a repentaglio le decisioni da prendere in seno alla Gran Sasso Acqua, in primis sul secondo stralcio dei sottoservizi»: questo l’attacco dei capigruppo di opposizione Stefano Palumbo, Paolo Romano, Giustino Masciocco ed Elia Serpetti, dopo la riunione della commissione Vigilanza, che parlano di “gravi fatti” e continuano: «Parliamo di investimenti per un importo pari ad euro 42.460.000 su cui gravano criticità non più rinviabili. Pur avendo il massimo rispetto per il responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza e il Collegio sindacale della Società partecipata, serve urgentemente dare contezza a quanto emerso nella delibera Anac con la consequenzialità degli atti da adottare. Serve tutelare i cittadini che da questa delibera rischiano di essere i più colpiti: più il tempo passa e più si espongono le azioni amministrative della partecipata Gran Sasso Acqua a potenziali ricorsi di chi si sente non tutelato dalle scelte prese dalla società». Quindi ancora: «Se da un lato vi è la preoccupazione sul prosieguo delle attività della Gran Sasso acqua, dall’altro si conferma nuovamente il difficile rapporto dell’amministrazione Biondi con l’Autorità Nazionale Anticorruzione e le normali procedure amministrative. A rendere ancora più preoccupante la recente vicenda sono infatti i precedenti casi emersi nel corso di questa consiliatura. Del tutto analogo fu il caso di Paolo Federico, costretto alle dimissioni dall’incarico di amministratore unico di Asm. Diversi, ma non meno significativi, quelli invece relativi al conferimento di dirigente e capo dipartimento a Tiziano Amorosi. Senza dimenticare l’affidamento della direzione di esercizio da parte dell’amministratore del Centro Turistico del Gran Sasso».