L’AQUILA. La squadra degli assessori del Marsilio bis sarà pronta entro venerdì prossimo. O forse no.
Nelle ultime ore infatti tiene banco nelle stanze della politica una questione controversa che rischia di finire sul tavolo della Giunta per le elezioni il cui compito, all’inizio di ogni legislatura, è quello di verificare le condizioni di eleggibilità e di eventuali incompatibilità dei singoli consiglieri. La Giunta per le elezioni viene costituita subito dopo il primo Consiglio regionale. E il caso di cui potrebbe occuparsi riguarda il più votato degli eletti in Abruzzo, il medico di Trasacco Mario Quaglieri, esponente di Fratelli d’Italia in rampa di lancio per essere confermato assessore al Bilancio e allo Sport dopo che, con le sue 11.748 preferenze, si è guadagnato il podio più alto alle regionali del 10 marzo vinte dal centrodestra.
Ma la partita di Quaglieri rimane aperta. E lo rimarrà fino a che non sarà ben chiarito il rapporto esistente tra il suo incarico professionale di medico in una struttura sanitaria privata e il ruolo nel nuovo esecutivo regionale. Se infatti fosse inquadrato come dirigente di un reparto scatterebbe l’incompatibilità con l’incarico all’interno di un organo politico chiamato anche a deliberare su convenzioni e tetti di spese sanitarie. E l’incompatibilità si estenderebbe anche al ruolo di consigliere.
La questione, della quale Marco Marsilio è stato messo al corrente, sconfina dall’alveo della politica e finisce nei complessi meccanismi di interpretazione delle norme. La legge regionale 51 del 30 dicembre del 2004 (Disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale), prevede all’articolo 3, comma 1 lettera “c” che: «Non possono ricoprire la carica di Presidente o di componente della Giunta regionale, nonché di consigliere regionale: i titolari, gli amministratori e i dirigenti di imprese e società private sovvenzionate dalla Regione in modo continuativo e con garanzia di assegnazioni o di interessi, nel caso in cui questi sussidi non sono concessi in forza di una legge generale della Regione».
Cosa deve fare un consigliere nel caso in cui si verifichi qualcuna delle incompatibilità stabilite dalla legge? La risposta è riportata nell’articolo 4: «Il Consiglio, nei modi previsti dal regolamento interno, provvede alla contestazione; il consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere; nei dieci giorni successivi il Consiglio regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità, chiede al consigliere di optare entro cinque giorni tra il mandato consiliare e la carica ricoperta. Qualora il consigliere non vi provveda, il Consiglio lo dichiara decaduto con deliberazione notificata all’interessato entro cinque giorni».
Il caso Quaglieri potrebbe quindi ritardare il varo della nuova giunta che, in linea di massima e con un paio di possibili opzioni, sarà composta da Tiziana Magnacca, Nicoletta Verì, Roberto Santangelo, Emanuele Imprudente, Paolo Gatti (in alternativa Umberto D’Annuntiis), Quaglieri (con Massimo Verrecchia chiamato eventualmente a sostituirlo in corsa), quindi Daniele D’Amario, nel ruolo di sottosegretario con delega e infine Lorenzo Sospiri, che succede a se stesso come presidente del Consiglio.
Ma c’è da dire che il lodo Quaglieri non è il primo di questo genere. E che altrove la giurisdizione amministrativa, posta di fronte a una situazione di incompatibilità, ha concesso la deroga al consigliere regionale eletto, impiegato in una struttura sanitaria privata, che ha potuto esercitare entrambi i ruoli rinunciando però allo stipendio da dirigente medico oltre che svolgendo quest’ultima attività in modo non continuativo.
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