ROSETO. Un tavolo a intarsio di Antonio De Simone, maestro ebanista, mobili di abete di fine Ottocento, libri preziosi e opere d’arte di valore. Sono solo alcuni dei lasciti abbandonati nell’edificio dell’autoporto secondo Mario Giunco, ex responsabile dell’ufficio cultura, sport e turismo del Comune, che per tanti anni ha custodito il patrimonio storico e culturale nella villa comunale di Roseto. «Ho un testimone diretto», dice Giunco, «riguardo le preziose opere e i mobili di pregio abbandonati all’autoporto e che sono oramai da buttare, purtroppo. È un vero peccato». Nel consiglio comunale del 18 febbraio scorso il consigliere Sabatino Di Girolamo, che quando fu fatto il trasferimento dei lasciti era sindaco, ha affermato che «per il materiale raccolto nella Villa c’era qualche scarto da fare e fu fatto con la massima attenzione. Il peggio, così almeno mi è stato detto, fu messo all’autoporto e lì purtroppo è deperito. Io sono rientrato in quella struttura e ho trovato il materiale della Villa danneggiato dal guano dei piccioni. Non ci fu trascuratezza ma un grande impegno, e ci fu qualche sacrificio per alcune collezioni di cui però si giudicò che si poteva fare a meno».
Secondo Giunco, invece, di certi materiali non si poteva fare a meno. «All’autoporto», continua l’ex dipendente comunale, «ci sono i faldoni della rassegna stampa dal 1981 al 2016, alla media di quattro all’anno, i faldoni di Roseto Opera Prima con documentazione collegata, atti e documenti dell’ufficio cultura». Nell’edificio dell’autoporto inoltre ci sarebbero alcuni libri della biblioteca Scialletti, tavoli di pregio, sedie, casse, microfoni, registratori, oltre a libri preziosi e opere d’arte. «Nel 2016 il trasferimento dei lasciti non fu fatto con attenzione», afferma Giunco, «altrimenti tutto questo non sarebbe stato messo lì all’autoporto. C’è stata una delibera di consiglio comunale del 19 luglio 2016, secondo la quale addirittura il trasferimento di libri e opere d’arte era considerato un “imprevisto”. Purtroppo lì sono stati abbandonati anche la cassapanca di Antonio Ruggieri, riviste, dvd, opere d’arte tra cui 40 acqueforti di Anne Marie Trechslin, probabilmente trafugate durante il trasloco. C’è anche una raccolta di manifesti d’epoca oltre a diversi armadi». Per fortuna altre opere e libri sono custoditi a Montepagano e al Misia di Mosciano, inventariati e catalogati. E il sindaco Mario Nugnes, in merito a questi lasciti, fa sapere che con la riapertura a breve del piano terra della villa comunale qualcosa si riuscirà a ricollocare nelle due stanze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA