PESCARA. Il biliardino è salvo: non è più considerato gioco d’azzardo e si dissolve il rischio di sanzioni amministrative. Il Senato ha deciso di annullare il provvedimento contestato che dà lo stop un mese di polemiche sui giochi che appassionano intere famiglie, da generazioni. Entro la fine di giugno anche la Camera dovrebbe approvare l’iter normativo. L’annuncio di Cna Balneari: “La pressione di Cna, dell’intera categoria e dell’opinione pubblica ha avuto la meglio sulla burocrazia. Il Parlamento di fatto ha riconosciuto che calciobalilla e ping-pong non sono slot machine, escludendo quindi il rischio di sanzioni amministrative. Si permette la sopravvivenza di giochi d’intrattenimento familiari tradizionali aprendo così a un’estate più libera per tutti». Per gli esercizi pubblici possessori di biliardini, flipper e ping pong – giochi che escludono vincite in denaro ma che avrebbero rischiato oltre 4mila euro di multa in caso di inadempienze sulla regolarità di permessi, tasse e autorizzazioni – è la fine di un incubo.
C’ERA UNA VOLTA «A biliardino non si gioca più come un tempo, quando i ragazzi e le ragazze si litigavano la postazione di almeno 7 biliardini» ricorda Marco Kausch che, con il fratello Hermes e Anselmo Solferino, gestisce il lido 4 Vele, «se incassiamo 20 euro al mese è già tanto. Ormai il calciobalilla è soppiantato dai giochi sul cellulare. Ma come può essere considerato azzardo un gioco dove si infila una monetina da 50 centesimi e si diverte tutta la famiglia? L’ultimo evento in grande stile con un biliardone lungo 10 metri lo abbiamo organizzato nel 2018. Noi siamo in regola con un biliardino», dice Kausch indicando l’autorizzazione appiccicata sotto le manopole colorate, «mentre l’altro lo abbiamo messo in soffitta: con le tasse e i pochi incassi non conviene rendere operativo un biliardino che ha costi di acquisto alti, oltre 800 euro. So di colleghi che, addirittura, li hanno sigillati per timore delle multe». Intanto, si avvicinano per una partitella, i beach boys delle 4 Vele, Manuel Alfieri, Mauro Sacripanti e Alex Zaitsev.
NIENTE BILIARDINO Matteo Marinucci, titolare del Calypso ha invece deciso: «Niente biliardino e niente flipper, quindi niente multe», ci scherza su. Mentre Caterina e Mauro, clienti del lido, riavvolgono il nastro dei ricordi: «Giocavamo maschietti contro femminucce, ci sono venuti i calli alle mani a furia di girare le manopole per una decina di partite che costavano 100-200 lire. Poi finiva tutto a pizzette e birra». «Il biliardino è un must dell’estate e degli stabilimenti balneari. Io ne ho ordinato uno e sto aspettando che arrivi», rivela Flavia Torello di Onda Marina, «anche se l’interesse è un po’ sceso con i telefonini e siamo scoraggiati su tanti fronti tra rincari e aste, il calciobalilla è una nota leggera che non può mancare al lido». Ne è convinta anche Giulia Tomasi, titolare dello stabilimento Maja che racconta la sua passione: «Mi è capitato di giocare per ore con gli amici». «Noi andavamo in “cascetta” se nella comitiva c’era qualcuno che non si impegnava», ricordano Bianca Zappalorto e Davide Angelucci, mentre si rilassano al lido, «aspettavamo il ritorno dei nostri amici da fuori regione per organizzare dei mega tornei, ci si divertiva con poco anche solo ascoltando le canzoni al juke box». L’operazione nostalgia di Angelucci riparte con una sfida insieme ai ragazzi del lido, Yaroslav Skydanenko, Ateikh Niang e Celine Romano.