ORSOGNA. Orsogna può dare finalmente l’ultimo saluto a Mario Ferrari. Tre settimane dopo il tragico incidente a New York, costato la vita allo chef 31enne, la salma è stata riportata in Abruzzo dagli Stati Uniti.
I funerali saranno celebrati domani, alle ore 15.30, nella chiesa di San Nicola. Oggi, invece, sarà aperta la camera ardente nella sala del commiato del cimitero di Orsogna: amici e parenti potranno dare un ultimo saluto a Mario, prima dei funerali, dalle 8 fino alle 19.
È servito quasi un mese per sbloccare il rientro in Italia di Mario Ferrari e concedere alla famiglia la possibilità di salutarlo per un’ultima volta. Le procedure burocratiche e gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente hanno dilatato i tempi, ma ora è arrivato finalmente il via libera e in tanti attendono di poter dare l’addio allo chef di 31 anni, morto a seguito della caduta da una scala antincendio. In America Mario si era costruito una carriera e una posizione di rilievo: era diventato capo cuoco in un ristorante di New York, l’Harry’s Table, appartenente alla famosa catena italiana Cipriani. La voglia di diventare uno chef affermato lo aveva portato a girare il mondo: il giovane cuoco di Orsogna, nato a Pescara, aveva lavorato prima a Torino, poi a Londra e infine negli Stati Uniti.
La sua famiglia ha dovuto attendere tre settimane prima di potergli dare l’ultimo saluto. Un lungo periodo di attesa e dolore straziante soprattutto per mamma Silvana, che non ha mai smesso di ricordare il sorriso di Mario: «Eri la mia certezza ed ora non ci sei più», ha scritto la madre del giovane chef sul suo profilo Facebook, «sono rimasta a fare i conti con questa vita senza di te. Mi tormento, cerco risposte che non avrò mai. Non doveva andare così. Ti porterò dentro di me, per sempre. Ti ho amato dal tuo primo sorriso, dal tuo primo respiro, dal tuo primo battito. Ti ho visto diventare un uomo, maturando tra gioie, dolori e anche qualche marachella, ma soprattutto duro lavoro e soddisfazioni. Mi hai resa tanto orgogliosa di te, figlio mio: con la tua tenacia e il tuo sorriso hai percorso la strada che portava ai tuoi sogni ed ogni tua gioia è stata anche la mia. Mi rende orgogliosa sapere che hai fatto tesoro di ciò che ti ho insegnato: affrontare la vita con il sorriso, essere operosi ed umili e circondarsi d’amore. Non sono pronta a lasciarti andare», scrive la madre di Mario, «non è giusto, non è naturale. C’è una parte di me che non vuole accettarlo, perché non si è mai pronti a dover affrontare un dolore crudele come questo». Nonostante la distanza e il tempo, a Orsogna nessuno ha dimenticato il sorriso di Maria. E ora l’intera comunità è pronta ad abbracciarlo per un’ultima volta.
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