SULMONA. Troppa polvere e tre bar di piazza Garibaldi chiudono i battenti per una settimana. Da ieri, infatti, con l’avvio delle operazioni di sistemazione di piazza Maggiore, così come viene chiamata piazza Garibaldi nel periodo in cui si svolgono le gare della Giostra cavalleresca di Sulmona e della Giostra Europea, tre gestori di altrettanti esercizi pubblici hanno deciso di tenere abbassate le saracinesche.
«Abbiamo deciso di chiudere le nostre attività per non creare disagi ai nostri clienti», afferma uno dei tre gestori. «Non abbiamo nulla contro la Giostra, ma è praticamente impossibile tenere aperto il bar durante le operazioni di carico e scarico della terra che viene utilizzata per creare la pista di gara. Troppa polvere che si alza dai camion e dalle ruspe e non è certo bello servire aperitivi con la polvere che finisce nei bicchieri e nei piattini di cibo che accompagnano le bevande».
Proprio a seguito delle lamentele, e per rendere meno evidente il problema della polvere, la ditta che sta eseguendo i lavori ha deciso di bagnare il materiale e la sabbia prima di caricarli sui camion per poi scaricarli in piazza Maggiore. Pronto ad abbassare le saracinesche anche l’edicolante della piazza che, da sempre, protesta per gli effetti negativi che la Giostra cavalleresca provoca alla sua attività.
«Non lo dico io, ma lo dicono i conti e i giornali venduti durante il periodo di Giostra», afferma Marco Del Rosso, «e ciò anche a causa del trasferimento forzato per un mese del mercato. Da anni ho risolto il problema andando in ferie per 15 giorni proprio nel periodo in cui si svolge la manifestazione. E così farò anche questa volta».
«Ci vorrebbe un po’ di buonsenso da parte di tutti», è la riflessione di un altro barista che al contrario degli altri ha deciso di restare aperto. «Si tratta di sopportare piccoli disagi per tre giorni, per poi tornare ad avere effetti positivi sugli incassi, proprio in virtù delle migliaia di presenze turistiche che garantisce un evento come quello della Giostra cavalleresca».
Insomma, nemmeno lo stop forzato della manifestazione per due anni, a seguito dell’emergenza Covid, sembra aver allontanato polemiche e le proteste che si sono fatte sentire, nei giorni scorsi. Polemiche sollevate anche da una parte degli ambulanti del mercato.
In sostanza viene contestata la decisione di dover rinunciare per un mese alle bancarelle in centro storico e, dunque, anche ad incassi più soddisfacenti. Qualcuno aveva chiesto il trasferimento del mercato lungo corso Ovidio, ma la proposta non è stata nemmeno presa in considerazione per i problemi che tale dislocazione avrebbero creato all’intera città. Da domani gli ambulanti si sposteranno tra piazza Capograssi e via Papa Giovanni XXIII con le prime bancarelle che saranno posizionate subito dopo il ponte.
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