SULMONA. Il progetto per il metanodotto Sulmona-Foligno è alle battute finali, ma il Comune peligno non si arrende. «Affronteremo il tema in consiglio comunale, chiamando a raccolta anche le associazioni e i cittadini», ha detto il primo cittadino di Sulmona, Gianfranco Di Piero, dopo l’annuncio del viceministro all’Ambiente e alla sicurezza energetica Vannia Gava: «Il ministero sta ultimando la bozza del decreto che autorizzerà il progetto definitivo del metanodotto e, contestualmente, darà il via alla costruzione e all’esercizio dell’opera. Il provvedimento sarà alla firma del ministro già nei prossimi giorni».
Il viceministro Gava ha parlato di «infrastruttura strategica per l’Italia e per l’Unione Europea ai fini della diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento energetico, che consentirà di incrementare le capacità di trasporto del gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale dei gasdotti ubicati nel Sud Italia, nonché di potenziare le reti locali esistenti e migliorare il livello di affidabilità della fornitura, assumendo una valenza strategica per l’intero sistema nazionale di trasporto del gas».
LE PERPLESSITà
Aspetti non condivisi dal sindaco Di Piero, per il quale «permangono le perplessità sull’utilità dell’opera anche in virtù dell’accordo di Parigi. L’opera viene autorizzata in un momento di crisi energetica, ma la sua realizzazione non potrà nell’imminenza fronteggiare il problema, visto che ci vorranno anni prima che sia ultimata ed entri in funzione. Occorre considerare anche la crisi climatica in relazione ad eventi sempre più estremi e al fenomeno del dissesto idrogeologico. Inoltre non capiamo perché si costruisce un’infrastruttura come questa in considerazione del fatto che l’accordo di Parigi prevede di dismettere le fonti fossili», sottolinea Di Piero che aggiunge: «Non ultimo la scelta è contraria alle aspirazioni del nostro Comune: si tratta di un’opera impattante dal punto di vista ambientale che compromette l’aspetto paesaggistico di Sulmona “città dei Parchi”». Per tutte queste ragioni il sindaco Di Piero spiega al Centro di voler portare il tema in consiglio comunale e condividere con cittadini e associazioni le prossime mosse da mettere in campo.
L’OPERA
Il metanodotto Sulmona-Foligno è inserito nei Piani decennali di sviluppo delle reti di trasporto gas naturale di Snam Rete Gas 2014-2023, costituisce uno dei cinque tratti funzionalmente autonomi della cosiddetta “Linea Adriatica” dei gasdotti ed è annoverato nell’elenco del “project of common interest” approvato dalla Commissione europea. L’opera, dunque, verrà realizzata nonostante «i pareri differenti emersi in conferenza di servizi. Tuttavia», ha detto il viceministro Gava, «il Paese ha bisogno di crescere e svilupparsi dal punto di vista infrastrutturale, sia alla luce della crisi che stiamo vivendo sul fronte energetico, sia per consentirci finalmente di metterci al passo con i tempi e il resto d’Europa. Si tratta, è bene chiarirlo ancora una volta, di obiettivi che non confliggono in alcun modo con i principi dell’ecosostenibilità e della tutela ambientale». Le verifiche saranno affidate a un ente terzo, chiamato ad assumere le soluzioni più idonee. Il ministero vigilerà e informerà, di volta in volta, gli enti territoriali interessati, a tutela dell’ambiente. Ma da Sulmona annunciano battaglia.
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