LANCIANO. Il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della Ntc srl, società di Lanciano che opera nel settore petrolifero, e ordinato il dissequestro di conti correnti, terreni, mezzi e immobili. Il sequestro preventivo era scattato dopo l’indagine della guardia di finanza, che contesta alla società una frode da 4 milioni di euro per l’acquisto di carburante senza pagare l’Iva. Le presunte irregolarità sarebbero emerse durante una verifica fiscale dei finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria. La società, che commercia all’ingrosso prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, negli anni 2019 e 2020 avrebbe indebitamente detratto l’Iva per un ammontare pari a 4 milioni di euro e riferibile a fatture per operazioni inesistenti, emesse da altri operatori. Gli acquisti di carburante venivano fatti presso diverse società fornitrici, che sarebbero state individuate come società “cartiere” o “filtro”, create da organizzazioni criminali dedite alla realizzazione di frodi Iva sui carburanti. A conclusione delle indagini del comando provinciale delle fiamme gialle, la Procura di Lanciano ha chiesto e ottenuto il sequestro dei beni: 5 terreni, 6 immobili, 7 automezzi, 11 rapporti finanziari per un valore stimato in oltre 680mila euro.
Contro il provvedimento, i legali della società, gli avvocati Cristiano Sicari e Augusto La Morgia, hanno presentato ricorso al tribunale del riesame di Chieti, che è stato discusso venerdì. «Il giudice ha accolto il ricorso e si è riservato per le motivazioni», riferisce l’avvocato Sicari, che insieme a La Morgia assiste i due indagati, l’attuale amministratore della società e la precedente, in carica nel 2019, «nel ricorso abbiamo individuato una serie di elementi che vulneravano, secondo la nostra valutazione, il ragionamento accusatorio. Si fa riferimento a inchieste che riguardano altre società, con le quali la Ntc ha avuto rapporti, e dal fatto che lì ci fossero gravi indizi di colpevolezza, se ne desumeva l’esistenza anche qui. Ma all’apparenza quelle società erano credibili e affidabili, quasi leader di mercato: che ci fossero vincoli criminali non era chiaramente rinvenibile».
Al termine dell’udienza il tribunale ha disposto l’immediato dissequestro dei beni immobilizzati. «Il blocco dei conti correnti e dei mezzi con i quali la società opera metteva in crisi azienda e posti di lavoro», commenta l’avvocato Sicari, «siamo soddisfatti per aver messo in condizione la società di riprendere l’attività, poi vedremo quello che sarà».
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