PESCARA. È polemica attorno al maxi emendamento approvato in consiglio regionale, con cui verranno distribuiti alcuni fondi. A esprimere dure critiche per quello che riguarda i finanziamenti riservati a enti ed eventi culturali è stata Carla Tiboni, presidente dei Premi Internazionali Flaiano che nel 2023 giungeranno alla cinquantesima edizione.
«Ancora una volta, i finanziamenti a pioggia alla cultura erogati dalla Regione sono spiazzanti e meriterebbero un chiarimento», afferma, «se non altro per rispetto a chi opera nel settore e che, per ottenere finanziamenti, deve partecipare obbligatoriamente, come è giusto che sia, ai bandi o agli avvisi, che rappresentano l’unica modalità equa e in grado di valutare la qualità del prodotto culturale offerto». Nell’emendamento appaiono, tra gli altri, 15 mila euro per il Premio giornalistico Antonio Russo; 25 mila euro alla Giostra cavalleresca di Sulmona; 20 mila al festival del Carciofo di Cupello; 30 mila al Premio Pigro – Ivan Graziani; 260 mila per l’Istituzione Sinfonica abruzzese. Assenti i Premi intitolati all’intellettuale pescarese che ogni anno percepiscono un contributo di circa 73 mila euro dalla Regione attraverso la partecipazione alla legge 55/2013, che prevede un deposito dei giustificativi di spesa per distribuire le risorse. «Preferisco che la manifestazione venga giudicata nella qualità che propone attraverso i bandi», sostiene Tiboni.
«Quello che discuto, però, è la logica con cui sono stati stabiliti questi finanziamenti, senza alcuna verifica. I soggetti che operano nel settore culturale hanno diritto ad avere un trattamento che si basi su qualità, innovatività, capacità realizzativa, modernità, ricaduta economica e tanti altri principi che sono stati peraltro inseriti nel progetto di legge del sistema culturale della Regione Abruzzo, ma che la notte scorsa, durante il consiglio, sembrerebbero essere stati disattesi». (m.pa.)