CHIETI. «Delusione e sconcerto per questo metodo propagandistico utilizzato». Reagisce così il sindaco Diego Ferrara alla notizia resa nota dal consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, circa la possibilità di veder riattivato l’ex ospedale San Camillo. Una notizia che, secondo Ferrara, non è altro che propaganda. Stesso discorso per il direttore generale Asl, Thomas Schael. «È come se», si sfoga Ferrara, «al posto di un piano preordinato e condiviso con gli amministratori locali, il direttore generale non faccia altro che inseguire le nostre denunce sulla vulnerabilità della sanità teatina, estraendo ogni giorno dal suo cilindro magico un coniglio diverso, nella forse recondita speranza che le sue dichiarazioni vengono presto dimenticate dalla cittadinanza».
Il sindaco replica anche al consigliere Febbo, che lo ha accusato di essere a conoscenza da tempo del progetto sul San Camillo, cosa che Ferrara smentisce, asserendo che non se ne è mai parlato all’interno del Comitato ristretto dei sindaci Asl, come sostiene invece Febbo: «Chiedo a Febbo di mostrare i verbali delle sedute del Comitato ristretto dei sindaci dove sia stato trattato l’argomento del San Camillo, che invece non è stato mai trattato. Prima di fare le sue esternazioni in cui mi dà del falso, chiedo inoltre al consigliere regionale di documentarsi. Anzi lo invito a chiedermi le carte del piano sventato all’ultimo momento per evitare il trasferimento della direzione generale e di altri uffici fuori città».
Le notizie sul riordino dell’ospedale da 60 milioni di euro annunciato da Schael e sulla riattivazione del San Camillo De Lellis a Ferrara sono sembrati niente più che annunci: «Ai cittadini che hanno diritto di curarsi», dice il sindaco, «non si possono raccontare frottole: dove sono i progetti? Dove gli impegni di spesa? Perché sulla progettazione del Pnrr non c’è nulla né sul riordino da 60 milioni dell’ospedale clinicizzato, né sulla riqualificazione dell’ex San Camillo?», si chiede il sindaco.
Intervengono anche altri consiglieri di maggioranza, a partire da Barbara Di Roberto (Pd) che se la prende con Febbo: «Se di tempestività si vuole parlare, quella è sicuramente del consigliere Febbo», dice, «sempre in prima linea quando c’è da giustificare la sua parte politica, ma che è irrilevante sui fatti davvero importanti per Chieti, soprattutto in tema di sanità. Va applaudito comunque il suo coraggio, perché ce ne vuole a difendere l’indifendibile, ossia lo scempio della nostra città che il suo governo regionale sta facendo qui, e altrove, su tutti i grandi temi di interesse collettivo».
Valerio Giannini (Chi ama Chieti) interviene sulla riattivazione del San Camillo su cui ha presentato un ordine del giorno: «Che l’ex ospedale, ormai chiuso dal 2007, possa tornare a vivere è una buona notizia, ma perché sia credibile è indispensabile sedersi a un tavolo su cui siano certi interventi, fondi, progettazione e tempi, altrimenti non si tratta di notizia, un tavolo che fino ad oggi nessuno ha convocato». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .