L’AQUILA. I giochi sono fatti: parte ufficialmente la giunta di Pierluigi Biondi riconfermato sindaco della città. A poco più di due settimane dal voto che ha promosso la coalizione di centrodestra con 20.463 voti (54,39%), sono stati sciolti tutti i nodi e Biondi è pronto a guidare per altri 5 anni l’amministrazione cittadina.
LA GIUNTA
Nel corso delle riunioni non tutti i tasselli sembravano avere un loro posto. Ieri poi, nel pomeriggio, è arrivata la notizia della scelta di Biondi di inserire nell’esecutivo Paola Giuliani, classe 1959, avvocato, già dirigente del Comune dell’Aquila e ancora prima in Provincia, in pensione dal luglio dello scorso anno. Sarà lei quindi a coprire il quarto posto, sul fronte quote rosa, rimasto vacante dopo il no di “L’Aquila al centro” al quale il sindaco aveva chiesto di esprimere una figura femminile da inserire in giunta. «Ho chiesto a Giuliani la disponibilità», ha commentato Biondi, «è un’ex dirigente del Comune dell’Aquila, una figura valida che ha ricoperto diversi ruoli dalla guida dell’ufficio legale alla dirigenza del settore ambiente». Per il resto il quadro era già chiaro: in quota Fratelli d’Italia (20,4% alle ultime elezioni) ci saranno Raffaele Daniele, Vito Colonna ed Ersilia Lancia. A rappresentare la Lega (12,5%) saranno Francesco De Santis, Fabrizio Taranta e Laura Cucchiarella. Per Forza Italia (6,3%) invece ci sarà Roberto Tinari. La presidenza del consiglio dovrebbe andare a Roberto Santangelo, attuale vice presidente del consiglio regionale che rappresenta quindi L’Aquila Futura (8,4%) insieme a Manuela Tursini che ricoprirà la carica di assessore. La firma per l’ufficializzazione delle nomine dovrebbe arrivare questa mattina in vista del primo consiglio fissato per lunedì alle 10 all’Emiciclo.
L’AQUILA AL CENTRO
La richiesta di Biondi a L’Aquila al centro era stata esplicita: una donna da inserire tra le nove poltrone della giunta. Dal segretario cittadino Mauro Cappelli e dal segretario regionale Mimmo Srour, però, è arrivato un secco no. Le consultazioni con il primo cittadino del capoluogo abruzzese non sono andate come speravano e alla fine il gruppo, che fa capo al senatore Gaetano Quagliariello, ha fatto un passo indietro, pur avendo incassato il 12 giugno il 5,1%. «Ho cercato di venire incontro alle esigenze di ognuno», ha spiegato il sindaco, «dovevo darmi un metodo e ho scelto di ragionare sulla base di quanto gli elettori hanno riconosciuto alle singole liste. La civica “L’Aquila al centro”, per il bene della coalizione, ha fatto un passo di lato per consentire alle altre formazioni politiche di esprimere un componente nella giunta. Non gli ho detto di stare fuori, ma di esprimere una posizione e una quota rosa. L’auspicio ora è che restino nel centrodestra perché quella è la loro collocazione naturale, e che lavorino con noi». A Quagliariello e i suoi, che hanno precisato di «voler giudicare di volta in volta sulla base del merito e nell’esclusivo interesse della città» l’operato della nuova amministrazione nella quale ci sono anche due loro consiglieri, ha già strizzato l’occhio Americo Di Benedetto, candidato sindaco della coalizione “Il passo possibile” e consigliere regionale d’opposizione. «Ritengo sia arrivato il momento di una riflessione seria sui perimetri effettivi di agibilità relazionale delle forze in campo», ha detto Di Benedetto, «motivo per cui, anche in vista delle prossime competizioni elettorali, spero si apra, fin da subito, un confronto in tal senso, non potendo più prescindere da precise valutazioni e da assunzioni di responsabilità politiche, nonché di buon senso». Oltre a L’Aquila al centro è rimasto fuori dalla giunta anche il gruppo che fa capo all’ex manager della Asl, Rinaldo Tordera, che nei giorni scorsi aveva proposto alcune candidature femminili.
L’AQUILA CORAGGIOSA
Intanto, sul fronte opposto, interviene il gruppo “L’Aquila coraggiosa”, in corsa alle elezioni con Stefania Pezzopane, che sarà rappresentato in consiglio da Simona Giannangeli, e Lorenzo Rotellini. «Il nostro è un progetto politico che porteremo avanti con determinazione», hanno detto, «le elettrici e gli elettori hanno premiato la radicalità della nostra proposta politica, la credibilità del nostro agire, il coraggio di aver lavorato ad unire, e non a dividere, le diverse forze di sinistra».
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