PRATOLA PELIGNA. Artigianato, imprese e commercio. Ma anche ambiente e sviluppo sostenibile, integrazione sociale, associazionismo e volontariato. Senza dimenticare un occhio attento ai finanziamenti e alla programmazione europea. Sono queste alcune delle colonne portanti sulle quali si fonda il programma di “Pratola città futura”, la lista guidata dal candidato sindaco Alfonso Fabrizi. Ad affiancarlo ci saranno Vincenzo Margiotta, detto Enzo, 51 anni, avvocato, Mattia Tedeschi, 31 anni, intermediario assicurativo e segretario di circolo del Pd di Pratola Peligna, Simona Bebri, 27enne, laureata in biologia. E, ancora, Lalla Coccovilli, Antonio Di Bacco, Luigi Di Mattia, Maria Caterina Di Simone, Lorenzo Hallulli,Paola Iacobucci, Lucia Anna Margiotta, Vilmante Mariani e Barbara Volpe.
«Il nostro Comune, nei prossimi anni, dovrà diventare una comunità territoriale aperta agli altri Comuni e alle genti della Valle Peligna, facendosi promotore di nuove aggregazioni», viene precisato nel programma, «una comunità dinamica, capace di valorizzare ogni quartiere e l’identità della frazione di Bagnaturo. Ci adopereremo per entrare e rilanciare le associazioni tra Comuni della Valle Peligna, in primis Terre dei Peligni, attraverso un rapporto diretto e costante tra gli amministratori e i cittadini, si dovranno realizzare tutti quei servizi che migliorino la qualità della vita».
Nel programma elettorale “Pratola città futura” apre con il lavoro: «Gli impegni sviluppati come nostra proposta sono finalizzati alla necessità di creare e di cercare le opportunità di lavoro».
Fabrizi e la squadra vogliono intervenire sul casello autostradale «dove si potrebbe realizzare un Hub per lo smistamento di pacchi dell’e-commerce» e anche sugli edifici pubblici per «creare un co-working».
Grazie al decreto Sostegni ter si potrebbero poi attrarre smart-worker e nomadi digitali. Sulla riqualificazione e rigenerazione urbana la lista “Pratola città futura” vuole rimettere al centro i vari quartieri periferici, spesso abbandonati, azzerare il consumo di suolo attraverso il riuso del patrimonio urbanistico esistente e riscoprire il centro storico residenziale e produttivo. Non si potrà fare a meno di partecipare alla cosiddetta «ondata di rinnovamento verde» che prevede di rinnovare 35 milioni di edifici inefficienti entro il 2030, al fine di ridurre le emissioni e stimolare la ripresa del continente. Questa strategia secondo i candidati offrirà enormi opportunità per abbellire anche Pratola. «Un contributo fondamentale Pratola potrà darlo se saprà cogliere l’opportunità di costruire tante comunità energetiche», si legge nel programma, «il Comune si dovrà farà parte attiva e propositiva nella ricerca dei finanziamenti europei, nazionali e regionali e anche privati, con l’istituzione di un assessorato forte, dedicato, che dovrà promuovere e utilizzare stabilmente un gruppo di lavoro formato anche da tecnici locali ma anche esperti e attivi nel settore».
Spazio, poi, ai giovani, al sociale e allo sport, ma anche all’agricoltura con la creazione di un distretto bio, all’artigianato, con aiuti come la riduzione dell’imposta Imu per i proprietari di locali a uso commerciale e a uso botteghe artigiane all’interno dell’abitato di Pratola Peligna e al commercio con idee per far tornare a vivere il centro come attrazione.
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