SAN VINCENZO VALLE ROVETO. È stata aperta un’inchiesta sulla fuga di Attilio Frasca, il detenuto 51enne che non si è ripresentato nel carcere di Pescara dopo alcuni giorni di permesso premio ed è stato catturato dai carabinieri nei boschi di Roccavivi, frazione di San Vincenzo Valle Roveto. L’uomo, condannato a 26 anni di reclusione per omicidio, aveva ottenuto il permesso per recarsi a casa degli anziani genitori che vivono nella Marsica. Il mancato rientro di Frasca in carcere aveva fatto scattare una vera e propria caccia all’uomo. Numerosi i carabinieri impegnati nelle ricerche, coordinati dal comandante della Compagnia di Tagliacozzo, il capitano Michele Valentino Chiara. Frasca è stato cercato per ben due giorni. Ora è stato riportato nel carcere di San Donato a Pescara. Dovrà chiarire i motivi del suo mancato rientro nel penitenziario. Non è escluso che il Tribunale di sorveglianza possa adottare provvedimenti disciplinari nei suoi confronti o annullare i permessi premio di cui stava godendo. Intanto, i carabinieri indagano sulla presenza di eventuali complici che potrebbero aver aiutato o coperto il 51enne durante la sua fuga. L’uomo sta scontando una condanna a 26 anni di carcere per aver ucciso un amico, il 25enne Roberto Nardi, a colpi d’ascia in un appartamento di Tor de’ Cenci, a Roma, per un complimento di troppo alla fidanzata di un suo cugino. I fatti sono avvenuti nel 2005. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Nardi è stato prima finito con sei o sette colpi alla testa e poi nascosto nel cortile. Quella stessa sera il padre di Frasca si era sentito male, il figlio non si era presentato all’ospedale inducendo i familiari a pensare che potesse essere stato colto da un malore (all’epoca faceva uso di stupefacenti) e a chiamare i carabinieri che, una volta in casa dell’uomo, avevano scoperto l’atroce delitto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.