CHIETI. «No al raddoppio ferroviario, no all’abbattimento delle case». Sempre più compatto il fronte delle associazioni contro la realizzazione del progetto di velocizzazione della linea Pescara-Roma che ieri ha illustrato l’esposto inviato alle Procure della Repubblica dell’Aquila e di Pescara. In una conferenza stampa all’hotel Iacone di Chieti Scalo sono scesi in campo i comitati FerroVia Chieti Scalo, presieduto da Paola Sablone, No Variante Mulino, con Loris Zappacosta e Katia Corsi, il Comitato cittadini di Alanno, con Cinzia Antonacci, No Ferrovia Sì Strada Verde San Giovanni Teatino, con Paolo Cacciagrano e Giampiero Melatti, il Comferr Brecciarola-Manoppello, con Gianni Di Labio, Antonio Bianchi e Pierluigi Aceto, e, l’ultimo arrivato, Codici Abruzzo con il responsabile Giovanni D’Andrea. Sono intervenuti anche il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, i consiglieri Vincenzo Ginefra e Luca Amicone e l’ex consigliere comunale di San Giovanni Teatino Mario Cutrupi.
IL NO DEI COMITATI«Dalle indagini che abbiamo fatto, abbiamo capito che l’opera non è realizzabile», dice Sablone, «sia per quanto riguarda la velocizzazione della linea, sia per la realizzazione della rete Tent, vale a dire un corridoio di trasporto, persone e merci, che coinvolga più Stati e in questo caso che sarebbe dovuto partire per Barcellona, passare per Civitavecchia, porto di Ortona e arrivare a Ploce. Il nostro territorio presenta delle caratteristiche geomorfologiche che non permettono ai treni, soprattutto quelli merci, di transitare in quelle modalità che un tale collegamento prevede». L’ex assessore comunale Di Labio pone l’attenzione invece sul fatto che il progetto è stato spezzettato: «Manca un progetto definitivo che dica come fare a legare lotti che tecnicamente non possono essere ricongiunti a causa delle diverse pendenze», dice, «noi non siamo contro un collegamento più veloce con Roma, siamo contro questo progetto che è irrealizzabile. Siamo perciò di fronte a un’opera inutile, costosa e che non porterà alcun benessere. Questo finanziamento è finalizzato solo allo scempio dei territori, senza portare alcun ritorno né economico, né turistico, né di qualsiasi altra specie. Ci prendono in giro già col titolo: questa non è una velocizzazione Pescara-Roma ma, semmai, Scafa-Pescara. La Pescara-Roma», conclude Di Labio, «non potrà mai essere portata a termine». Se così fosse, salterebbe anche il progetto del collegamento tra Stati, tale da poter attirare i fondi europei.
L’ESPOSTO IN PROCURA«Le pendenze previste dagli standard europei», si legge nell’esposto, «non potranno realizzarsi in Abruzzo, a causa della geomorfologia del territorio, essendo attraversato dagli Appennini, motivo per cui non è pensabile che l’attuale opera possa realizzare un corridoio merci Tent». La realizzazione di una linea ferroviaria con la pendenza stabilita dagli standard europei potrebbe «avvenire», si legge nell’esposto, «a patto di sbancare tutti gli Appennini. Si evidenzia che in tema di richiesta di fondi pubblici europei, la dissimulazione di circostanze esistenti, o non esistenti, così come il silenzio su specifici obblighi di verità, costituendo “artifici”, potrebbero configurare il reato di truffa aggravata».
COMUNE: PARERE NEGATIVOIntanto il lavoro della commissione comunale speciale sulla ferrovia, presieduta da Ginefra, si è chiusa con un nuovo parere formalmente negativo al primo lotto dell’opera. Il Comune pone obiezioni di «insostenibilità dell’opera dal punto di vista di errata valutazione dei danni» provocati sul territorio, e di «inconciliabilità dell’opera rispetto al contesto urbanistico-edilizio del territorio comunale». Come ha ricordato il sindaco Diego Ferrara ieri prendendo la parola, «si tratta del secondo parere negativo che il Comune di Chieti, insieme a quello di Manoppello, ha rilasciato sull’opera».
©RIPRODUZIONE RISERVATA