CHIETI. Entrare di nascosto nel profilo Facebook di un’altra persona è un reato e si rischia una condanna fino a tre anni di carcere. Ecco perché la procura della Repubblica dell’Aquila, competente in tutto l’Abruzzo per i reati informatici, ha contestato a un 33enne del Chietino l’articolo 615-ter del codice penale, vale a dire l’«accesso abusivo a un sistema telematico». Il giovane è accusato di essersi introdotto in modo fraudolento nella bacheca virtuale dell’ex fidanzata, di due anni più giovane, con la quale aveva anche convissuto. Il processo è iniziato ieri mattina davanti al nuovo giudice monocratico del tribunale teatino Morena Susi; per l’accusa, c’era il pm d’aula Natascia Troiano.

Pochi mesi dopo la fine della relazione, la vittima ha deciso di denunciare l’ex. Il motivo? Nel corso di una conversazione, lui ha accennato a una prenotazione fatta dalla donna sul sito booking.com, vale a dire il colosso per prenotare online alloggi e vacanze. Secondo la 31enne, quell’informazione poteva essere appresa solo leggendo i messaggi privati del suo social network. (g.lett.)

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