L’AQUILA. Oltre il 16% delle imprese della provincia dell’Aquila dichiara di aver già ridotto la produzione, in taluni casi in maniera significativa. Più del 33% stima di poter proseguire solo per altri 3 mesi. Questo il dato più significativo emerso dall’indagine del Centro studi di Confindustria sugli effetti e le difficoltà generate dal conflitto in Ucraina nel settore industriale. La maggior parte delle imprese, il 93%, ha indicato al primo posto, tra i problemi causati dal guerra in atto, l’aumento del costo dell’energia. Tre aziende su quattro non direttamente attive all’estero e nove su dieci di quelle internazionalizzate hanno segnalato, al secondo posto, l’aumento del costo delle materie prime (ferro e acciaio ad esempio) e le difficoltà di approvvigionamento. I comparti più colpiti risultano la manifattura e le costruzioni. Dall’indagine emerge anche «un aumento, a febbraio, dei prezzi alla produzione industriale stimati in un +32,8% annuale».