LANCIANO. Dopo il no alla ridistribuzione delle volumetrie in tre discariche abruzzesi da parte del consiglio regionale, la EcoLan corre ai ripari e alza le barricate per salvare il poco spazio salvabile ancora a disposizione nella discarica consortile di Cerratina. Venerdì all’unanimità l’assemblea dei sindaci soci ha approvato la proposta del presidente della spa pubblica, Massimo Ranieri, di ridurre i quantitativi di pattume indifferenziato da portare in discarica, provenienti da gestori e conferitori extra consortili. Da gennaio 2023 il quantitativo che potranno conferire i comuni e i gestori extra bacino EcoLan dovrà scendere di 10mila tonnellate all’anno, da 50mila a 40mila. L’assemblea ha anche votato di mantenere l’equilibrio finanziario di EcoLan che ridistribuisce gli utili tra i comuni soci, utili che provengono anche dai costi che sostengono i comuni extra consortili che conferiscono a Cerratina. E quindi si ridurrà lo spazio e aumenteranno del 20% le tariffe. Un sistema di salvataggio per EcoLan e per la discarica che, tuttavia, si abbatterà sui sindaci e sui cittadini e tra questi anche quelli dei comuni del bacino EcoLan. Questo perché il pattume indifferenziato viene trattato da altri gestori e in altri impianti per poi tornare a Cerratina.
Ranieri ha ribadito lo scenario imminente in caso di mancate volumetrie aggiuntive: una volta esauriti i circa 130mila metri cubi di spazio nella discarica lancianese, l’alternativa è andare fuori regione a smaltire l’indifferenziato, al costo non più di 130 euro a tonnellata, ma di 280-300 euro. «La legge che non è passata in consiglio regionale», spiega Ranieri, «era passata al vaglio delle autonomie locali che avevano votato favorevolmente, così come era stata votata in commissione. Una questione delicata e urgente come quella dei rifiuti non può essere ostaggio di ripicche politiche mettendo in difficoltà l’intero territorio regionale».
E un invito a ragionare e un appello alla politica affinché resti fuori dalle questioni di competenza dei sindaci, sono arrivati venerdì dal consigliere regionale in quota Lega, Fabrizio Montepara, ex sindaco di lungo corso di Orsogna ed ex presidente del comitato ristretto dei sindaci EcoLan. «La Regione ha proposto gli 800mila metri cubi secondo una valutazione tecnica, approvata dagli stessi esponenti di maggioranza che hanno poi votato contro», ha spiegato Montepara ai sindaci, «il rischio, al 31 maggio 2025, è di dover portare i rifiuti fuori regione con notevoli costi aggiuntivi che si abbatteranno sui cittadini. I tempi per nuovi impianti, tra progettazione di un nuovo sito e autorizzazioni, sono strettissimi. Stiamo attenti perché la tariffazione per i rifiuti va direttamente in bolletta. Sembra quasi che si voglia delegittimare EcoLan che però, in quanto società pubblica, garantisce a sindaci di destra, di sinistra e di centro la totale autonomia di scelta. La politica deve dare un indirizzo generale, poi le scelte reali devono restare in capo ai sindaci a cui mi rivolgo affinché facciano capire ai rappresentanti regionali che la scelta che si sta facendo è tecnica e viene fatta nell’ottica dell’ottimizzazione del servizio, degli spazi e dei costi dei nostri rifiuti».
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