CHIETI. Sette medici della Clinica geriatrica diffidano il direttore generale Asl Thomas Schael a portare avanti il provvedimento della chiusura del reparto. La diffida è stata affidata a due legali, gli avvocati Giuseppina Iannacone e Roberta De Santis. Non era mai successo. È guerra aperta sulla chiusura del reparto chiave dell’ospedale teatino: sette dirigenti medici ci mettono la faccia, incuranti di qualsiasi possibile ripercussione. Il primario del reparto, Maria Adele Giamberardino, ordinario di Medicina interna alla d’Annunzio, aveva già censurato, duramente e pubblicamente, la decisione del direttore generale Asl. La diffida è stata inviata a lui e agli altri due vertici dell’azienda sanitaria, che hanno firmato il provvedimento di martedì scorso, vale a dire il direttore amministrativo Giovanni Stroppa e quello sanitario Angelo Muraglia. Nella lettera il personale sanitario del reparto chiede che Schael torni indietro sulla decisione di chiudere il reparto, decisione che scatta da martedì prossimo fino almeno al 31 luglio. Il provvedimento, arrivato in maniera assolutamente inattesa, è stato preso per mettere a disposizione del pronto soccorso il personale della Clinica geriatrica, cancellando con una firma i 23 posti letto del reparto destinato all’utenza anziana.
La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno perché generalmente per colmare le carenze del pronto soccorso si attingeva un po’ a tutti i reparti dell’ospedale. «Risulta evidente che la scelta adottata», si legge nella diffida, «va a nuocere un reparto che si è sempre distinto per efficacia ed efficienza e che, qualora fosse stato necessario, ha dato ampia prova di ciò anche durante il periodo dell’emergenza Covid. A riguardo segnaliamo che proprio in questi giorni si sta verificando una recrudescenza dei casi di Covid dovuta alla variante Omicron 5 con un incremento del 22-23 per cento giornaliero dei ricoveri nei reparti di medicina già saturi. A ciò si deve aggiungere che le altissime temperature di questo periodo sono causa di molti ricoveri di persone anziane. In tale scenario la soppressione del reparto di Geriatria appare una scelta irresponsabile che causa una evidente carenza di assistenza sanitaria alle fasce più deboli dell’utenza con conseguente violazione o compromissione di un diritto costituzionalmente garantito. Va poi sottolineato che la scelta ha gravi ricadute sui pazienti che dovranno essere trasferiti in altre unità operative complesse afferenti al Dipartimento medico che sono già al limite della loro capienza».
Il rischio, i medici lo dicono chiaramente, è quello del ritorno delle barelle in corridoio, «con grave lesione dei diritti» dei pazienti. I sette medici chiudono la lettera chiedendo la «revoca della disposizione» e propongono il coinvolgimento di «tutte le unità operative complesse mediante turni aggiuntivi retribuiti», come per anni la Asl Lanciano Vasto Chieti ha fatto in presenza di una carenza di organico che, sottolinea il personale della Clinica geriatrica, non è temporanea ma strutturale. I medici chiedono anche un appuntamento urgente con il direttore generale e i direttori amministrativo e sanitario al fine di trovare quello che definiscono «un bonario punto di incontro dei diversi interessi e diritti coinvolti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA