ROSETO. È scontro politico sulla Casa di comunità Hub della Asl prevista a Roseto nel piazzale Marco Polo. Per il Partito Democratico la nuova struttura sanitaria sarebbe un ridimensionamento rispetto al distretto sanitario di base pensato dall’allora direttore generale della Asl Roberto Fagnano che nel febbraio del 2019 (pochi mesi prima di morire) firmò insieme all’allora sindaco Sabatino Di Girolamo lo schema di protocollo per la sua realizzazione. Per l’attuale amministrazione comunale, però, non ci sarebbe nessun ridimensionamento dell’offerta sanitaria con la Casa di comunità.
Recentemente la giunta comunale ha deliberato la revoca della concessione in comodato d’uso dell’area di piazza Marco Polo finalizzata alla costruzione del distretto sanitario di base, previsto dal piano sanitario regionale e mai attuato e, contestualmente, la delibera concede la stessa area, in comodato d’uso gratuito, per la costruzione della Casa di comunità. «Il risultato è che Roseto non avrà più il distretto sanitario di base, che è la vera struttura strategica (dovevano essercene solo due in tutta la provincia di Teramo) e avrebbe dovuto servire un territorio di circa duecentomila abitanti, costa teramana e vallata del Vomano», si legge in una nota del Pd, «comprendendo non solo i servizi sanitari di base, ma tutta la struttura direzionale e organizzativa, oltre alle attrezzature per la diagnostica di primo livello, per i servizi ambulatoriali specialistici completi, e per i servizi di chirurgia interventistica ambulatoriale. Inoltre, il progetto del Dsb di Roseto era dimensionato per accogliere anche una struttura recettiva per anziani, modulata sulla base dei diversi tipi di fragilità e di non autosufficienza. Roseto ora avrà in cambio una Casa della comunità Hub, che, a dispetto del nome altisonante, non è altro che un poliambulatorio che ospiterà i medici di base, i pediatri di base, la guardia medica, l’infermiere del territorio e, se tutto va bene, un centro prelievi e qualche struttura specialistica». Il Pd chiede dunque il ritiro della delibera.
Il sindaco Mario Nugnes risponde precisando che la Casa di comunità, che sarà realizzata con i fondi del Pnrr previsti per la sanità territoriale, rappresenta «il punto di riferimento sociosanitario per tutti i residenti nel territorio di competenza e include, oltre alle attività distrettuali, la medicina polispecialistica, il Pua, un consultorio, spazi per servizi sociali ed un punto prelievo, per una superficie di circa 1.100 metri quadrati di edificato e una superficie totale di 4.200 metri quadrati. Una struttura che rimarrà di valenza distrettuale e che, quindi, continuerà ad essere un punto di riferimento per tutto il territorio anche grazie alla presenza dei servizi di consultorio, medicina specialistica e punto prelievo, il tutto salvaguardando l’esistente».
Nugnes giudica la polemica del Pd «faziosa». «In merito al comunicato fazioso che circola nelle ultime ore su questa vicenda, spiace constatare come qualcuno si ostini a polemizzare strumentalmente su questioni così sensibili senza rendersi conto che le sue dichiarazioni possono diventare un boomerang», conclude il sindaco, «così facendo, e mi dispiace per loro, sono destinati ad estinguersi politicamente, come tra le altre cose dimostrato nell’ultima tornata elettorale. Il cittadino, infatti, oramai ha capito che vuole vedere i risultati, che vuole vedere la collaborazione tra istituzioni che porti a un miglioramento della sua vita».
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