CHIETI. L’amministrazione comunale cerca un modo per riaprire il tunnel pedonale al più presto possibile. Dopo che faticosamente si era riusciti a mettere a posto la struttura, i problemi di Teateservizi, la società pubblica a cui nel frattempo è stata affidata la gestione degli ascensori, ne hanno bloccato l’apertura. Il Comune l’aveva annunciata per lo scorso febbraio ed era riuscita anche a risolvere gli ulteriori problemi legati alla gestione, con tanto di corsi di formazione per i dipendenti della società pubblica. Poi a marzo scorso l’avvio della liquidazione da parte dell’ex amministratore di Teateservizi e l’inchiesta della Procura che ne chiede il fallimento (udienza fissata per il 28 giugno in tribunale). Per l’infrastruttura – una galleria ipogea di 150 metri che parte dal Terminale bus e corre a 47 metri sotto la città, con due ascensori che sbucano in pieno centro storico – ha significato un nuovo indefinito blocco.
Tanto più nocivo se si considera il fatto che la stasi non fa bene al meccanismo dei due ascensori che in trenta secondi collegano il tunnel pedonale con largo Barbella. L’unica cosa per uscire dall’impasse, è slegare il tunnel pedonale dal destino di Teateservizi. Ed è a questo che sta lavorando l’amministrazione comunale. Il problema è trovare qualcuno che possa gestire l’infrastruttura per un tempo indefinito, visto che non si sa quando l’amministrazione comunale riuscirà a chiudere il problema Teateservizi. «È una problematica a cui stiamo lavorando e che stiamo cercando di risolvere», conferma il sindaco Diego Ferrara, non volendo aggiungere altri particolari al piano escogitato per cercare di riaprire il tunnel pedonale. Dopo 12 anni di annunci, l’opera pubblica rischia di sembrare stregata. Ideata dall’amministrazione del sindaco Francesco Ricci, con l’allora assessore ai lavori pubblici, ora presidente del consiglio comunale, Luigi Febo, l’opera è partita nel 2010. Ma il cantiere si è subito fermato nel 2012. L’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio ha rescisso il contratto con la ditta appaltatrice, che poi è fallita, e nel 2017 è riuscita a far ripartire il cantiere. Ma i lavori sono andati avanti a ostacoli. E i tanti annunci per la riapertura sono rimasti sinora lettera morta. (a.i.)
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