PESCARA. Dopo diversi mesi di tregua, lo smog è tornato a farsi vivo. Da due giorni mezza città è sotto una cappa di ozono. Il primo campanello di allarme è suonato il 17 luglio scorso, poi i valori sono rimasti sempre alti ma al di sotto del tetto massimo stabilito dalla legge per la sicurezza della popolazione. Poi, il peggioramento sabato e domenica scorsi con livelli di ozono sopra i limiti. Al punto la qualità dell’aria è stata definita mediocre dalla stessa Arta, ossia dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente che ha il compito di monitorare i livelli di inquinamento con le centraline installate in alcune zone della città e della provincia. Smog oltre i limiti è stato registrato anche a Sant’Eufemia, Cepagatti e Francavilla. L’ozono aumenta con il caldo e una delle cause è il traffico.
Il caso più inquietante è quello di via Sacco, nel cuore del quartiere periferico di Villa del Fuoco. Sabato scorso, la centralina che verifica la qualità dell’aria ha segnalato 122 microgrammi per metro cubo di ozono, registrato nella media mobile di otto ore al giorno, contro il valore obiettivo di 120 stabilito dalla legge per la protezione della salute umana. Domenica scorsa, il livello è sceso di un punto, a 121, ma è rimasto al di sopra del limite. Valori molto alti sono stati registrati anche dalla centralina posizionata all’altezza del teatro D’Annunzio, sulla riviera di Porta Nuova.
La situazione più allarmante, però, si segnala a Sant’Eufemia, dove i superamenti dell’ozono vanno avanti da sei giorni, cioè dal 19 luglio. A Cepagatti, invece, ci sono stati tre superamenti, ma domenica scorsa i valori si sono lievemente ridotti. (a.ben.)