PESCARA. La crescita ora è più lenta rispetto alle prime settimane di guerra, ma il numero degli ucraini in arrivo in Abruzzo resta comunque costante. Dall’inizio della settimana, infatti, sono stati 215 i nuovi rifugiati identificati in regione, che hanno portato il totale degli ucraini accolti a 4.237. Tra questi, ci sono anche 1.072 minori.
Lo dice l’ultimo bollettino della Protezione civile abruzzese, aggiornato alle ore 16 di ieri. La provincia che ospita più ucraini in fuga dalla guerra è ancora quella di Pescara con 1.413 persone accolte. Ma cresce notevolmente il Teramano, dove al momento se ne contano 1.247. A seguire l’Aquilano con 953 e il Chietino con 624.
La maggior parte degli ucraini accolti in Abruzzo è ancora ospitata in case di amici e parenti o strutture pubbliche esterne ai centri di accoglienza Cas tradizionali: ben 2.653. Nei centri Cas, invece, ce ne sono soltanto 186. La restante parte si trova all’interno degli alberghi e delle altre strutture ricettive che in massa hanno dato disponibilità a partecipare all’ accoglienza: 1.398 profughi, di cui 805 nel Teramano, 505 nel Pescarese.
Dei 4.237 profughi identificati, sono 3.894 quelli che hanno già ricevuto l’esito del tampone molecolare: i positivi al Covid soltanto 118. Sono invece 613 gli ucraini in fuga dalla guerra che, una volta giunti in Abruzzo, hanno deciso di vaccinarsi qui per la prima volta oppure di completare il proprio ciclo vaccinale. (l.t.)