L’AQUILA. Dopo 13 anni dal terremoto, parte la gara di appalto di uno dei monumenti più importanti della città: la cattedrale intitolata ai Santi Massimo e Giorgio. È stata firmata ieri, dal segretario regionale ad interim, Federica Zalabra, la determina per avviare «una procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa». Una svolta verso l’apertura del cantiere che ad agosto potrebbe ricevere anche la visita di Papa Francesco, invitato dal cardinale e arcivescovo Giuseppe Petrocchi alla prossima edizione della Perdonanza celestiniana.
UN’UNICA GARA
Si è deciso di procedere con un bando di gara unico, seppure il lavoro verrà diviso in due stralci. «L’appalto non è suddiviso in lotti in ragione dell’unicità e della sua complessità realizzativa, per la necessità di assicurare l’uniformità, l’integrazione e la continuità dei diversi processi di lavorazione e per la conseguente opportunità di perseguire la massima sinergia di gestione operativa delle diverse attività oggetto del medesimo intervento» è spiegato nel documento, «oltre al principio dell’unicità della responsabilità dell’appaltatore». La gara è per oltre 25 milioni di euro (13 relativi al primo stralcio e 12 al secondo) e si svolgerà attraverso l’utilizzo della piattaforma digitale. Si tratta di un bando di gara aperto, una procedura piuttosto complessa, che rischia di richiedere tempi lunghi e dunque non essere già conclusa ad agosto. Nella determina, inoltre, si precisa che «l’amministrazione procederà, previa acquisizione delle relative risorse economiche, ad affidare allo stesso operatore economico i lavori relativi al secondo stralcio funzionale, entro il triennio successivo alla stipula del contratto iniziale».
I FONDI
Allo stato attuale, infatti, sono a disposizione circa 18 milioni lordi, poco più della metà di quanto necessario per l’intero lavoro di consolidamento e restauro. Il Segretariato ha fatto richiesta al Ministero delle risorse mancanti: i finanziamenti ancora non arrivano, ma il Ministero ha dato rassicurazioni sul fatto che verrà inserito nelle prossime programmazioni finanziarie anche il secondo stralcio.
UNA CORSA CONTRO IL TEMPO
Per arrivare alla pubblicazione della gara d’appalto il Segretariato ha dovuto seguire un iter piuttosto lungo, i cui ultimi passaggi sono sintetizzati nella determina: a fine 2021 la Soprintendenza ha rilasciato l’autorizzazione ai lavori; il rapporto finale di verifica del progetto esecutivo è stato trasmesso il 12 marzo scorso dalla società che se ne occupava, la Protos Check List di Roma, e la validazione del progetto è avvenuta il 20 aprile. Appena sei giorni dopo, il 26 aprile, è stato approvato il progetto esecutivo da parte del Segretariato. Una corsa contro il tempo per recuperare, almeno in parte, i numerosi ritardi accumulati negli anni, che hanno trasformato il Duomo in uno dei simboli della mancata ricostruzione.