CHIETI . Prima le preoccupazioni per quel tumore che ha scoperto essersi insinuato nel suo corpo, poi la rabbia dovuta a quegli esami di controllo per cui prenotarli è diventato un calvario. Arriva da Chieti la testimonianza di una donna, 64 anni, che ha deciso di rivolgersi al Centro per denunciare la sua storia, forse simile ad altre pazienti oncologiche. È il racconto di una beffa subita dopo l’intervento al quale ha dovuto ricorrere per combattere il cancro all’utero, un’operazione eseguita al policlinico Gemelli di Roma necessaria per asportare l’organo.
«Mi sono sottoposta all’intervento nel novembre dello scorso anno», racconta la 64enne, «e da quella data in poi, su indicazione della dottoressa che mi ha seguita all’ospedale romano, ogni tre mesi mi sottopongo a visite ed esami di controllo, fra cui il pap test». Si tratta, cioè, di quell’accertamento che consente di individuare le anomalie delle cellule del collo dell’utero. «Sarebbe auspicabile riuscire a fare l’esame a Chieti con il sistema sanitario nazionale, ma questo a quanto pare è impossibile. Ci provo ogni volta da novembre ma risulta sempre un fallimento, tanto che siamo costretti a rivolgerci alle strutture private».
E la storia si è ripetuta anche negli ultimi giorni: «Chiamando il Cup scopro che il primo appuntamento disponibile va a gennaio 2023, ma non sono ancora in grado di prendere prenotazioni perché non hanno il calendario delle visite». Di conseguenza, «l’unico modo per fare un pap test a Chieti è pagare un privato». Per la donna si tratta di una beffa: «L’assurdità della situazione è data dal fatto che esiste un programma di screening contro i tumori della donna», dice, «che però esclude chi ha già avuto tumori, quindi nel caso specifico eroga il pap test solo per chi non ha ancora avuto la malattia. Ritengo sia profondamente ingiusto che con la rete di consultori sul territorio di Chieti si potrebbe eseguire l’esame, ma non è possibile farlo perché la burocrazia delimita il loro intervento a chi non ha avuto tumori». Quindi la donna conclude: «È questa l’ennesima situazione in cui pagare le tasse non corrisponde ad avere servizi nella sanità».
E proprio sui disagi nel mondo della sanità locale c’è anche l’attenzione dell’amministrazione comunale, che con la presidente della Commissione Salute, Gabriella Ianiro, continua a lavorare a un nuovo organismo, supportato dalle organizzazioni dei pazienti, che possa aiutare a valutare quali sono le maggiori criticità.
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