PESCARA. In città torna l’incubo spaccate. Dopo i furti e i tentativi di furto registrati nei mesi scorsi a Porta Nuova, ad essere prese di mira adesso sono le attività del centro cittadino. Ieri notte, dopo aver fatto almeno 4-5 mila euro di danni, i malviventi sono entrati nella Birreria del Corso in via Regina Elena, a due passi da piazza Salotto. Probabilmente con un piede di porco hanno distrutto l’inferriata, mandato in frantumi la porta d’ingresso in cristallo per rubare, una volta, all’interno quattro casse di birra pregiata per un valore di cento euro più dei terminali pos del costo di qualche decina di euro. A dare l’allarme, alle 8.30, al momento di aprire il locale, è stato il proprietario Massimiliano Pisani, che ha subito allertato la polizia. E adesso attraverso le telecamere presenti in strada e dei negozi vicini si stanno cercando elementi utili a identificare i responsabili.
IL TITOLARE RACCONTA «Quando sono arrivato ieri mattina», racconta amareggiato Pisani, «ho trovato davanti a me il disastro. In fretta ho dovuto chiamare, vetraio, fabbro, muratore. Se me l’avvessero chiesto, avrei dato io volentieri loro quattro casse di birra e anche fresche. Tutto pur di evitare danni e disagi. Il fatto», aggiunge, «è che questa è diventata una città pericolosa. Ormai subisco un furto all’anno. I ladri mi hanno fatto visita nel 2019 mentre mi stavo sposando e poi ancora nel 2020. Le modalità sono sempre le stesse e i danni sempre ingentissimi. Nel 2019 le forze dell’ordine sono riuscite ad individuare il responsabile: era un minorenne che aveva fatto razzie pure in altre attività della zona».
PIù SICUREZZA Per Pisani, che è anche il presidente provinciale per il settore commercio di Confartigianato, c’è bisogno di più sicurezza. «La situazione», ripete, «è peggiorata. Io, ad esempio, prima chiudevo la notte il ristorante all’una e mezzo, adesso al massimo alle 23.30. Non vale la pena rischiare per due pizze in più al taglio. Siamo in una condizione per niente rosea. Come associazione di categoria, stiamo combattendo da tempo, abbiamo fatto comunicati su comunicati sulla questione sicurezza. Sappiamo e vediamo con i nostri occhi che le forze dell’ordine fanno il possibile, si fanno in quattro con i pochi uomini e le poche donne che hanno, ma è necessario intervenire in qualche modo e anche subito se vogliamo essere una città turistica». Secondo Pisani, serve più che mai la prevenzione.
ALLARME BABY GANG Un grosso problema, portato all’attenzione anche di altri esercenti del centro, a suo dire, è rappresentato dalle baby gang. «Circolano continuamente ragazzini ubriachi», fa presente. «Io ce l’ho con chi vende loro da bere. Fanno di tutto, soprattutto risse. Si danno appuntamento su Facebook e poi si pestano. Qui, via Regina Elena, ogni settimana si verificano almeno due risse. Una grossa c’è stata a fine marzo sotto i portici di piazza Salotto, vicino al locale dove la domenica delle Palme è stato ferito a colpi di pistola Yelfry, il cuoco di origini dominicane. In un attimo, urla, calci, pugni, spintoni. E così, se non tutte le sere, quasi. A mio parere, servono controlli notturni, pattuglie a piedi. In più occasioni, come Confartigianato ho chiesto un tavolo operativo permanente che coinvolga tutti, associazioni di categoria, enti, forze dell’ordine, ma sino ad ora nulla». A denunciare la scarsa sicurezza della zona era stata nelle settimane scorse anche Marina Fedeli, titolare di un’attività sempre in via Regina Elena. «Io», aveva raccontato, «sono stata addirittura aggredita dentro il mio negozio da due giovani tossicodipendenti, che volevano portarsi via un profumo. Per quel fatto, ne subisco ancora le conseguenze a livello fisico».