GUARDIAGRELE. Anche la lista civica “Guardiagrele per tutti”, guidata dalla consigliera comunale Gianna Di Crescenzo, scende in campo per dire la sua sulla recente deliberazione con la quale la Corte dei Conti si è espressa favorevolmente sulla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune. «La Corte dei Conti», precisa Di Crescenzo, «si è infatti espressa sull’obbligatorietà di dichiarare il dissesto, accertando che è stato effettivamente maturato negli anni un disavanzo di ben 3 milioni e 745 mila euro. Ha reso poi noto che le procedure seguite per dichiararlo, sono state del tutto regolari, così come i conteggi e che qualsiasi altro piano, anche decennale, per ripianarlo, non sarebbe stato in alcun modo percorribile».
“Guardiagrele per tutti” evidenzia inoltre che la stessa Corte va oltre il parere espresso a suo tempo dal Tar, non riconoscendo a quest’ultimo la competenza decisionale su questioni squisitamente finanziarie. «Infatti, dall’analisi del quadro economico», continua Di Crescenzo, «nella deliberazione si ravvisa la presenza effettiva di due pesanti debiti fuori bilancio, di 105.000 e 350.000 euro, che la passata amministrazione comunale ha sempre pubblicamente negato di aver contratto. Fatto più grave, poi, che la Corte dei Conti, rimprovera alla passata amministrazione comunale», aggiunge Di Crescenzo, «è quello di non aver usufruito legalmente della possibilità di effettuare un’anticipazione di cassa che, nel 2018, il governo metteva a disposizione». “Guardiagrele per tutti” si domanda poi, perché la giunta dell’epoca scelse, con procedure del tutto anomale, di procedere con l’anticipazione di cassa dalla banca, supponendo entrate che non avrebbe evidentemente mai realizzate. «Dispiace, pur senza sorpresa», sottolinea Di Crescenzo, «che il gruppo “Guardiagrele il bene in comune”, invece di scusarsi con la cittadinanza per il suo pessimo e colpevole operato amministrativo, ricorra ad accuse gravissime e sterili, secondo le quali la deliberazione della Corte dei Conti sia stata addirittura pilotata dall’attuale amministrazione comunale. Si rimane attoniti», osserva Di Crescenzo, «nel leggere simili considerazioni concepite da coloro che, professatisi di “sinistra” e paladini di battaglie per la legalità, nei fatti poi non si siano fatti scrupolo di aggirare le leggi e di mandare il Comune in dissesto finanziario, arrivando a sottovalutare e a deridere l’operato delle istituzioni preposte al controllo».
“Guardiagrele per tutti” sottolinea che viene da pensare che forse si tratti «di cecità, di incompetenza o anche di malafede ma davanti ad evidenze documentali chiare e inoppugnabili offerte da un urgano costituzionale, si è più propensi a credere che una tale disperata linea di difesa, può essere letta solo alla luce del timore che gli ex amministratori hanno di incorrere non solo nelle sanzioni pecunarie ma, sopratutto, di vedersi negata la possibilità di ricandidarsi al voto».
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