L’AQUILA. Maggioranza battuta 14 a 9 grazie allo strappo del centrodestra andato in scena ieri mattina in Consiglio regionale dove due assessori della giunta Marsilio, Guido Liris (FdI) e Nicola Campitelli (Lega), sono finiti per la prima volta nel mirino del fuoco amico. Questo è il dato politico che accentua un’evidente spaccatura alla vigilia delle elezioni amministrative, in particolare quelle aquilane, tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Con schegge dolorose che colpiscono anche la Lega di Salvini. È infatti dell’assessore Campitelli il progetto di ampliamento delle discariche abruzzesi, con in cima l’impianto lancianese di Cerratina. Un progetto da ben 800mila metri cubi, l’equivalente di 8mila Tir stracarichi d’immondizia. Ma nell’era green il piano di Campitelli non passa e torna al mittente, cioè in seconda commissione consiliare, perché tra quei 14 no ci sono quelli di Mauro Febbo, Roberto Santangelo, Simone Angelosante e Antonio Di Gianvittorio, ciascuno dei quali ha più di un motivo personale per togliersi sassolini dalle scarpe. Ma è forse meglio chiamarle pietre.
Sta di fatto che la minoranza esulta per la vittoria (vedi le dichiarazioni di Silvio Paolucci, Sara Marcozzi e Francesco Taglieri) mentre a preoccuparsi, senza darlo a vedere, è il governatore, Marco Marsilio, che probabilmente si sarà precipitato a richiamare in aula il suo assessore al Bilancio, Liris, mentre prima Febbo e poi il leghista Vincenzo D’Incecco gli sparavano addosso proiettili di grosso calibro, accusandolo di «assenteismo». Lo stesso ha affermato il pentastellato Domenico Pettinari. Ma se a dirlo è uno dell’opposizione non fa notizia. Questo però è già l’altro tema del giorno che, in sintesi, come ha affermato il dem Paolucci, ha visto la Marsica spogliata dei ricavi della vendita del sito del Covalpa (7milioni di euro), peraltro non ancora avvenuta, dirottati, attraverso un complesso gioco di emendamenti e sub emendamenti, orchestrati dal padrone di casa, Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio, verso altri lidi. Per la precisione sulla costa.
Ma la politica a volte fa miracoli, come quello di trasformare le patate coltivate dal consorzio del Fucino, in aiuti per la marineria (300 mila euro, rivendicati sia da Guerino Testa e altri del centrodestra che da Dino Pepe e gli altri dell’opposizione). Una marineria che sta annegando nella tempesta del caro gasolio. Oppure, e sempre dalle patate, quei due milioni e 900 mila euro che hanno preso la strada dell’Adsu di Chieti e Pescara come ricco contributo regionale per realizzare case dello studente nell’ex caserma Pierantoni del capoluogo teatino e, se avanza qualcosa, nell’ex Ferrohotel della città adriatica.
Apriamo solo una parentesi per tornare non a Bomba ma a Pettinari che indubbiamente ha lasciato il segno con una delle sue esternazioni. Quella contro la Ragioneria della Regione Abruzzo. «State creando false aspettative agli abruzzesi», ha quasi urlato il 5 Stelle contro Marsilio e i suoi, prima di accusare quel settore regionale di «gravi, gravissimi ritardi» nell’accreditamento di somme stanziate per imprese o associazioni finite in ginocchio per la crisi pandemica e bellica.
Ritardi che, secondo Pettinari, sarebbero persino di due anni. E torniamo al miracolo delle patate.
Sempre da quella vendita, per ora solo virtuale, spunta anche uno stanziamento di 2 milioni di euro in favore dell’Agenzia di Protezione Civile per coprire le spese dell’assistenza ai profughi ucraini; un contributo straordinario di 200mila euro in favore del Centro di Ricerca Unico d’Abruzzo (Crua); e un finanziamento per lo sviluppo delle comunità abruzzesi nel Mondo di 75 mila euro che riguarda “Casa Abruzzo” di Melbourne. Quante cose puoi fare con le patate. (l.c.)