TERAMO. Nell’area del centrodestra cittadino si comincia ad avvertire una palpabile insofferenza per il perdurante stallo sul candidato sindaco. Lo conferma una nota dell’ex assessore comunale Rudy Di Stefano, che parte definendo «tragicomico» il rimpasto di giunta deciso dal sindaco D’Alberto e ribadendo le distanze dalle scelte fatte nel tempo dal gruppo civico di Mauro Di Dalmazio, con il quale Di Stefano compose una coalizione elettorale nel 2018, ma poi prosegue: «Se Sparta piange Atene non ride. Il centrodestra, che dovrebbe far tesoro dell’esperienza passata, non può pensare di poter vincere affidandosi solo agli autogol (seppur clamorosi) degli avversari. Si rischia di perdere la disponibilità del miglior candidato sindaco possibile (Paolo Gatti) e c’è un progetto ancora da costruire. Siamo in “zona cesarini”, pertanto non è più rimandabile lavorare a un programma credibile e realizzabile, che tenga conto delle tante difficoltà che oggi i cittadini affrontano».
Il messaggio ai partiti d’area è chiaro: «Se il centrodestra intende protrarre ulteriormente questo “impasse”, non esiteremo a prendere in mano l’iniziativa, proponendo una candidatura a sindaco sostenuta da un progetto politico, alternativo al centrosinistra, ispirato realmente ai valori liberali e cattolici e che abbia nel mondo dell’associazionismo e del volontariato il suo punto di forza». Di Stefano e i suoi, insomma, se si andrà per le lunghe nella scelta del candidato sindaco andranno da soli al voto: e non sarebbero gli unici di area centrodestra a sfilarsi.
Intanto anche la Lega, in una nota della coordinatrice cittadina Arianna Fasulo, ha bollato il rimpasto di D’Alberto come «operazione tardiva e finalizzata unicamente ad ampliare la platea di chi dovrà sostenere il centrosinistra alle prossime amministrative».(d.v.)