CHIETI. «Io posso fare tutto». Così si vantava al telefono Domenico Di Primio, 68 anni, per tutti “Bruno”, il funzionario della Motorizzazione civile di Chieti (Mctc) indagato per numerosi episodi di corruzione. Non poteva sapere che i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pescara lo stavano intercettando nell’ambito dell’inchiesta, iniziata nel luglio del 2020 e giunta ora al capolinea, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca: in 12 rischiano di finire sotto processo. Tra loro c’è Rosita Chiavaroli, 47 anni di Loreto Aprutino, titolare dell’omonima ditta che si occupa di disbrigo di pratiche automobilistiche, accusata di essere una «corruttrice» del vicecapo sezione della Motorizzazione, nel frattempo andato in pensione, «che gestiva le pratiche all’interno della Mctc come se stesse svolgendo un lavoro per conto proprio».
LE INTERCETTAZIONI
Ricostruiscono gli investigatori, diretti dal tenente Giovanni Rolando: «Dalle conversazioni emerge che Di Primio, in ragione del suo ufficio, esaudisce ogni richiesta della donna». «Per te tutto è fattibile», dice ad esempio in una conversazione. Oppure in un altro caso, quando parlano di un problema legato a una revisione, rassicura l’interlocutrice: «La sposto io… qual è il problema?». Più in generale, secondo i militari, “diverse ditte di mezzi pesanti e una moltitudine di amici erano soliti rivolgersi direttamente a Di Primio affinché quest’ultimo provvedesse a collaudi, revisioni e immatricolazioni». In cambio, sempre in base alle accuse, il funzionario era solito ricevere «beni e favori di ogni genere».
I VIDEO
A inguaiare il principale indagato ci sono anche le scene catturate dalla telecamera installata dai carabinieri nel suo ufficio all’interno della Motorizzazione teatina. Il 68enne viene sorpreso, ad esempio, nel momento esatto in cui intasca una tangente. Uno dei presunti «corruttori», Giammarco Carlone, 26 anni di Pescara, entra nella stanza di Di Primio e lascia sulla scrivania una busta bianca. Le telecamere immortalano il dipendente pubblico mentre apre quella busta, preleva quattro banconote da 50 euro, le conta e poi le mette in tasca. In estrema sintesi, è stato «accertato che Di Primio ha ricevuto del denaro e olio di oliva in cambio di gravi omissioni eseguite in ragione del suo ufficio che gli consentivano la regolarizzazione di mezzi pesanti seppure non ve ne fossero i presupposti».
VINO E PORCHETTA
Fatto sta che, «per i suoi servizi, il funzionario della Mctc trae anche altri vantaggi economici, ossia generi alimentari di ogni sorta, come porchetta, panini, paste e vino. Di Primio provvede a dividere i generi alimentari che gli vengono recapitati con i suoi amici che, di volta in volta, vanno a trovarlo in ufficio, spesso per chiedergli favori».
LE TANICHE D’OLIO
Aimone Paolucci, 32 anni di Santa Maria Imbaro, amministratore di un’officina, viene fotografato dai carabinieri mentre raggiunge la Motorizzazione di Chieti e scarica dalla sua auto 15 taniche di olio d’oliva da cinque litri ciascuna e le consegna a Di Primio.
LA DIFESA
Gli indagati – difesi dagli avvocati Carlo Di Mascio, Antonello D’Aloisio, Marcello Cordoma, Mauro Faiulli e Antonella Dragani – hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogati. Poi la procura della Repubblica di Chieti deciderà se sollecitare il processo nei loro confronti.