PESCARA. Mancano solo nove giorni alle elezioni, con le urne che domenica 25 settembre resteranno aperte dalle 7 alle 23. A differenza con quanto è accaduto nel 2018 non si potrà votare anche di lunedì.
Lo scrutinio delle schede comincerà subito dopo la chiusura delle urne. Si inizierà dal Senato. Sempre alle 23, una volta concluse le operazioni di voto, potranno essere diramati gli exit poll (letteralmente “sondaggio all’uscita”), ma per avere un quadro più chiaro si dovrà aspettare qualche ora in più, quando inizieranno a circolare le prime proiezioni, molto più attendibili in quanto si riferiscono ai voti reali.
In contemporanea inizieranno ad arrivare anche i risultati in diretta dalle varie sezioni, ma saranno le proiezioni a dare un primo quadro indicativo in merito all’esito delle elezioni politiche, queste in particolare, che, stando all’attuale legge elettorale, il Rosatellum, prevede che una lista o ancora meglio una coalizione per ottenere una maggioranza parlamentare dovrà raggiungere almeno il 40% nella parte proporzionale e vincere come minimo nel 60% dei collegi uninominali. Ma già durante la notte tra domenica 25 e lunedì 26 settembre si potrà capire se ci sarà un vincitore oppure un nuovo pareggio elettorale. E comunque il risultato del voto dovrebbe essere chiaro già nella prima mattinata di lunedì.
Per i risultati definitivi e completi delle elezioni politiche invece si potrebbe dover aspettare anche più giorni, soprattutto per quanto riguarda gli eletti alla Camera definiti con calcoli fatti a livello nazionale, a differenza del Senato dove il conteggio viene fatto su base regionale.
Passiamo quindi alla seconda fase. Una volta che è stato determinato il risultato delle elezioni politiche 2022, il percorso per l’avvio della prossima legislatura sarà in qualche modo accelerato visti i tempi molto stretti per scrivere e approvare la prossima legge di Bilancio. Le nuove Camere dovrebbero quindi insediarsi il prossimo 13 ottobre e subito dopo, una volta che saranno stabilite le formazione dei vari gruppi parlamentari, il primo passo ufficiale della nuova legislatura sarà l’elezione dei presidenti di Camera e Senatom, cioè i successori di Roberto Fico ed Elisabetta Casellati.
La tappa successiva vedrà come protagonista il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che darà il via alle consultazioni per decidere a chi affidare il mandato di formare il nuovo governo.
Di norma le consultazioni iniziano un mese dopo le elezioni ma, visti i margini strettissimi, Mattarella potrebbe dare il via ai suoi colloqui anche con qualche giorno di anticipo, guadagnando così del tempo molto prezioso.
Se inoltre il risultato delle elezioni dovesse essere netto, con una chiara maggioranza già pronta a dare vita a all’esecutivo del dopo Mario Draghi, le consultazioni a quel punto potrebbero essere molto brevi. In caso invece di una situazione più complessa, i tempi a quel punto si andrebbero inevitabilmente ad allungare. Ma le previsioni indicano un margine di un mese e mezzo circa tra il giorno delle elezioni e la formazione del governo, che potrebbe essere pronto prima di metà novembre. (u.c.)