Partono oggi in Abruzzo i saldi estivi. Una data molto attesa dai commercianti, che sperano almeno in un parziale recupero delle vendite, ancora su livelli molto bassi rispetto al periodo pre-pandemico.
E se per i consumatori è il momento della “caccia all’affare”, è bene tenere a mente alcune semplici regole e prestare attenzione alle percentuali di sconto riportate in vetrina e sui cartellini.
I saldi devono riguardare esclusivamente quei prodotti, capi di abbigliamento e calzature, che sono suscettibili di un notevole deprezzamento se non vengono venduti entro la stagione: non possono riguardare indistintamente tutti i prodotti.
VIA AI SALDI. Le vendite scontate, che hanno una durata di 60 giorni, riguardano esclusivamente la merce di carattere stagionale e consentono all’esercente di vendere i prodotti anche ad un prezzo inferiore a quello di acquisto. I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne e all’interno dei locali, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico. In particolare i cartellini devono riportare: il prezzo originario, la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita e quello finale scontato.
Il commerciante, inoltre, deve separare nettamente le merci in offerta da quelle eventualmente poste in vendita alle condizioni ordinarie o dalle nuove collezioni. È importante sapere anche che il negoziante è tenuto ad accettare tutti i tipi di pagamento, in contanti, con Pos e carte di credito.
PROVA DEI CAPI. Consentire la prova dei capi non è un obbligo e la decisione spetta al negoziante. C’è da dire, comunque, che la gran parte dei commercianti consente, entro pochi giorni dall’acquisto e su esibizione dello scontrino, il cambio della merce. Il consiglio, pertanto, è quello di informarsi prima dell’acquisto se c’è questa possibilità oppure no. Caso diverso se il prodotto acquistato risulta danneggiato o non conforme: il codice del consumo, infatti, garantisce all’acquirente il cambio della merce difettosa o il rimborso entro 2 mesi dalla scoperta del difetto. Tuttavia, il consumatore non ha il diritto di risolvere il contratto se il difetto è di lieve entità È bene conservare sempre gli scontrini per esibirli al momento opportuno.
DIRITTO DI RECESSO. Se l’acquisto è stato effettuato online, l’acquirente può beneficiare del diritto di ripensamento.
In buona sostanza può recedere dall’acquisto senza specificarne il motivo e senza pagare alcuna penale. L’importante è esercitare tale diritto entro 14 giorni dall’acquisto. Al di fuori di questa ipotesi il commerciante non è tenuto a garantire la sostituzione della merce appena acquistata.
Dunque se il consumatore, dopo aver provato il capo a casa, dovesse avere un ripensamento sull’acquisto, il negoziante ha tutto il diritto di non concedere il cambio merce. In un solo caso il commerciante è tenuto alla sostituzione del capo: se presenta dei difetti per i quali può essere fatto valere la garanzia legale.
ASSOCIAZIONI CONSUMATORI. Le associazioni dei consumatori raccomandano di prestare sempre grande attenzione agli acquisti effettuati in saldo, a partire dalle condizioni favorevoli prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario, che devono essere reali e non ingannevoli.
Per evitare possibili truffe le associazioni dei consumatori raccomandano di confrontare possibilmente i prezzi tra diversi esercizi commerciali e, dove possibile, di verificare il prezzo reale del capo che si desidera acquistare prima della partenza dei saldi per, poi, avere il riscontro sul reale sconto applicato.
Inoltre, le associazioni di categoria raccomandano, in cado di acquisti in negozio, di diffidare dagli esercizi commerciali che applicano i saldi indistintamente a tutti i prodotti, che non espongono cartellini con scritto il prezzo originale di vendita e lo sconto espresso in percentuale e che non consentono la sostituzione della merce difettosa.
Infine, è bene diffidare degli sconti eccessivi, che spesso nascondono merce non nuova o prezzi vecchi falsi. Come del resto pagare molto non significa sempre comprare un prodotto di qualità. In sintesi per valutare la bontà dell’articolo basta guardare l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento.
COME DIFENDERSI. In un periodo di maggiori acquisti e di incassi per i venditori, come possono difendersi i consumatori dal rischio di “sconti fasulli”? Le regole che impone la legge sono quelle già indicate: ai commercianti che non rispettano gli obblighi previsti, si applicano sanzioni da 516,46 a 3.098,74 euro. Nei casi di recidiva il sindaco può disporre addirittura la chiusura del punto vendita per un periodo non superiore a venti giorni.
I controlli spettano alla Polizia municipale, ma in ogni caso è possibile segnalare eventuali problematiche anche alla Guardia di Finanza.