CHIETI. Quindici nuovi medici per fronteggiare l’avanzata del Covid. È la risposta della sanità teatina all’ondata estiva di coronavirus. Un piano di assunzioni che punta anche a rinforzare l’assistenza a domicilio per i malati di Covid, alla luce di un andamento dei contagi e dei ricoveri tornato a farsi preoccupante.
IL PIANO PER I MEDICI La Asl ha disposto il reclutamento di 15 medici nelle sedi operative della provincia. Tre rinforzeranno Chieti, tre andranno a Francavilla, tre ad Atessa, tre a Lanciano e tre a Vasto/San Salvo. Una volta completati i turni nelle nuove sedi operative, tutti i medici svolgeranno a rotazione anche attività di supporto nell’Ucat, l’unità di coordinamento dell’assistenza territoriale che ha riassorbito le Usca, vale a dire gli organismi creati durante l’emergenza pandemica per gestire i contagiati da Covid a casa. Per i nuovi contratti, la Asl ha dato priorità proprio ai medici che fino al 30 giugno hanno lavorato nelle Usca, in modo tale da poter contare sulla solida esperienza accumulata da questo personale, che lavora in prima linea da due anni contro il Covid. Per questi medici scatterà un nuovo contratto di tre mesi, con un investimento economico della Asl da circa 112mila euro.
IL DATO RECORD DI CHIETIÈ una soluzione che mira a contrastare la diffusione del Covid in tutta la provincia. Il Chietino, infatti, mantiene un triste primato negativo (a livello nazionale) per quanto riguarda l’incidenza settimanale dei contagi: sono 1.348 i nuovi positivi ogni 100mila abitanti (subito dietro c’è il Teramano con 1.338 casi per centomila abitanti). Un dato a cui Jacopo Vecchiet, primario del reparto di Malattie infettive, offre due chiavi di lettura: «Dipende anche dal numero di tamponi che vengono fatti. Ma sono numeri da prendere sempre con le pinze, come il tasso di positività, perché non sempre fotografano un quadro reale. In più, già alcuni mesi fa, quando il governo ha allentato le restrizioni, avevamo un tasso di incidenza più alto rispetto alla media nazionale. L’arrivo delle nuove varianti, associato alla ripartenza degli eventi di massa, ha creato un ulteriore aumento».
ricoveri e CONTAGI “NASCOSTi”La nota positiva è che, dopo la crescita esponenziale delle ultime settimane, casi e ricoveri sembrano stabilizzati, pur restando ancora alti. «C’è anche un numero non indifferente di pazienti che scopre di avere il Covid dai test fatti in ospedale», spiega il primario Vecchiet, «ma magari avevano avuto assistenza per motivi diversi». Secondo l’infettivologo teatino anche il numero dei contagi sarebbe sottostimato: «In questa fase molti soggetti fanno il tampone “fai da te” e sfuggono al tracciamento. Per questo la quantità di positivi reali sul territorio è maggiore di quello che rilevano i dati. Ma è un aspetto che deve farci riflettere sull’importanza della vaccinazione: se pensiamo che, con dati comunque alti (ma probabilmente sottostimati considerando i positivi “nascosti”, ndr) non abbiamo ospedali in affanno, forse la vaccinazione sta avendo il successo che speravamo». (d.b.)
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