TERAMO. Tornerà sicuramente nel 2023, e vuol tornare più grande e più bella. Non sarà facile, però. La solitudine in cui la Coppa Interamnia è sprofondata da qualche anno a questa parte non si supera con uno schiocco di dita: se ne sta accorgendo Carlo Antonetti, l’artefice del miracolo Teramo basket a cui il patron della Coppa Pierluigi Montauti ha affidato l’organizzazione del cinquantennale dell’Interamnia. Antonetti attraverso il Centro vuole lanciare un messaggio preciso: «Non riusciamo ancora a stimolare nel modo giusto le istituzioni: parlo di Comune e Regione, che ovviamente sono un motore fondamentale. Bisogna capire se questa manifestazione rientra, per loro, tra le cose importanti da programmare per l’anno prossimo, è adesso che si redigono i bilanci».
Antonetti è il presidente del comitato organizzatore del cinquantennale della Coppa, che si svolgerà dal 3 al 15 luglio 2023. Già la durata, allungata a quasi due settimane, dice che non sarà la “solita” Coppa. Antonetti spiega: «Stiamo cercando di impostare un evento che partendo dal discorso sportivo – ci saranno circa 500 squadre provenienti da 100 nazioni dei cinque continenti, 10mila partecipanti e sette tornei – abbia un ricco programma culturale che sarà basato sui concetti di integrazione e inclusione. Sono da sempre i grandi contenuti della Coppa, che dal 1973 ha fatto incontrare giovani di tutti i Paesi, anche di Paesi in conflitto tra di loro. Chiarisco che ci sarà sinergia totale con l’Interamnia World Cup di Montauti, che è il motore e l’origine di tutto: l’evento resta il loro. Ma l’edizione 2023 avrà un sapore diverso, anche perché viene dopo la pandemia. L’obiettivo è valorizzare l’evento, allargare il campo di gioco e farlo diventare provinciale e in parte anche regionale. E poi non vuol essere solo una celebrazione che dura un’edizione: vogliamo dare alla Coppa un’organizzazione moderna che possa farla durare facendo rete con tutte le componenti, con istituzioni pubbliche e privati. È la costruzione di un modello. A livello di comunicazione e promozione dev’essere un evento nazionale, nei fatti deve diventare per Teramo e provincia l’evento più importante dell’anno perché avere qui persone di cento nazioni è un’occasione unica e irripetibile. La Coppa è una piccola Olimpiade: nel mondo è già ritenuta uno dei primi due-tre tornei giovanili di pallamano, che è il secondo sport mondiale per praticanti».
Ma a che punto è la preparazione del cinquantennale? Antonetti spiega: «È stato costruito un gruppo di lavoro con professionalità importanti. Sta procedendo alla redazione del progetto _ che sarà presentato completo entro fine gennaio _ e a tutte le attività connesse per realizzare un evento bellissimo non solo nei 13 giorni del torneo ma anche in avvicinamento, nei mesi precedenti. È un compito difficile. Ci sono cinque aree da “riempire”: sportiva, culturale, sociale e di solidarietà, turistica e di promozione del territorio, della sostenibilità e del benessere. Abbiamo partner nazionali come Coni, Sport e Salute, Federazione handball e Governo, stiamo vedendo anche se l’Unione europea può rientrare. Dovremo trovare anche risorse private, ma le istituzioni locali sono ancora più importanti, e quello che voglio dire oggi è: se un ente crede che questa sia un’occasione irripetibile, e che la Coppa possa diventare un evento che rappresenti al mondo intero le eccellenze del territorio, è questo il momento di dimostrarlo. Servono i fatti, ovvero le risorse. Tu puoi dire quello che vuoi, poi sono i fatti che parlano. Faccio notare che questo è un prodotto nostro, non è un prodotto fatto da altri e che compri come il Giro d’Italia». Il messaggio è lanciato: ai bilanci di Comune e Regione la risposta.
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