CHIETI. Contro gli aumenti delle tariffe del Consorzio di bonifica Centro nasce una comitato che per prima cosa presenta un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento delle delibere consortili che hanno sancito aumenti tra il 20 e il 70% delle tariffe. Il Comitato Bonifica Sostenibile si è presentato ieri in Provincia spiegando di ritenere fuori legge la «politica consortile di far pagare ai soci non solo il costo dei servizi offerti, ma anche il ripiano delle perdite accumulate negli anni».
NASCE IL COMITATO
Il nuovo comitato è presieduto da Gabriele Trovarelli, un imprenditore agricolo teatino. Il vicepresidente è Giacomo Obletter, il tesoriere è l’ex assessore comunale Cristiano D’Intino. Tra i fondatori del comitato c’è anche il consigliere comunale Giampiero Riccardo che ha annunciato un’interrogazione consiliare sulla situazione del consorzio di bonifica Centro, anche per capire qual è posizione debitoria del Comune nei confronti del Consorzio. Alla presentazione del nuovo comitato erano presenti anche Patrizia D’Agostino, l’avvocato che insieme al collega Giovanni Moscarini ha presentato il ricorso al Tar, e i rappresentanti di Confagricoltura Mauro Lovato e Gabriele Obletter.
GLI AUMENTI DELLE TARIFFE
Le tasse consortili a carico di un piccolo proprietario agricolo sono passate dai 135 euro del 2015 ai 228 euro del 2022. «Sono arrivate bollette da 300 euro ad anziani agricoltori che ricevono pensioni da 600 euro», dice Trovarelli, «tutto questo è fortemente ingiusto». E quella del cosiddetto comparto agricolo è la categoria per cui i rincari sono stati minori. Per questa categoria, infatti, l’aumento è solo del 20% rispetto al 2021. Per il comparto non agricolo, l’aumento è invece di ben il 70%. Sono 37mila le utenze – tra comparto agricolo e non agricolo – del Consorzio di bonifica Centro che fanno riferimento a circa 12mila contribuenti.
AUMENTI “FUORI LEGGE”
Secondo il nuovo comitato, il Consorzio non può legittimamente pretendere dai contribuenti il pagamento delle perdite di bilancio. «Per legge», dice Obletter, «può chiedere solo il pagamento dei servizi offerti». Gli aumenti delle tariffe, invece, secondo il comitato, sono dettati proprio dalla volontà di risanare il bilancio. Dal 2016 il Consorzio avrebbe avuto minori entrate per circa 4 milioni di euro, dice il comitato, minori entrate che hanno portato il Consorzio a contrarre un mutuo liquidità e a far ricorso a due fondi di rotazione, per 5 milioni di euro, con rate annue da un milione e mezzo per cinque anni. «Gli aumenti delle tariffe derivano sostanzialmente da questo», dice Obletter, «il che significa che si è abbandonata la norma fondamentale del contributo di bonifica che è un riparto di costi. Cioè, il Consorzio deve avere dei centri di costo, che non ci sono mai stati, e poi imporre le tasse solo in funzione dei suoi costi. E ogni anno il collegio dei revisori e lo stesso commissario dicono che faranno i centri di costo che sono imprescindibili».
CONSORZIO COMMISSARIATO
Il Consorzio di bonifica Centro è commissariato dal 2017. Da un anno il nuovo commissario è il funzionario della Regione Mario Battaglia. Nel 2021 il Consorzio ha varato una serie di aumenti che poi, nel 2022, sono stati ritoccati leggermente al ribasso, anche se solo per il comparto agricolo. Il rincaro previsto del 30% per questa categoria è sceso, infatti, al 20%. Il commissariamento ha lo scopo di riportare una sana gestione all’interno dell’organo. Ma, secondo il comitato, il risanamento dei conti può essere fatto pagare a chi usufruisce del servizio.
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