VASTO. Dopo tre anni di battaglie processuali, si è concluso il processo di appello “Marina bis” sulla morte di 11 appartenenti alla Marina Militare che, durante il servizio, hanno respirato amianto nelle unità navali. Fra le vittime anche Francesco Paolo Sorgente, di Vasto, capitano di Vascello del Genio navale in servizio nella Marina (navi e sommergibili) dal 12 marzo 1968 fino al 30 gennaio 2000.

Dopo la sua morte il ministero della Difesa ha riconosciuto la causa di servizio e in seguito lo status di Vittima del Dovere.

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Il processo ha visto imputati 13 alti ufficiali (tre di questi sono deceduti) della Marina militare, della Sanità militare e di Navalcostarmi. Sono Francesco Chianura, Guido Cucciniello, Agostino Di Donna, Mario Di Martino, Umberto Guarnieri, Angelo Mariani, Luciano Monego, Sergio Natalicchio, Rodolfo Stornelli e l’ex ammiraglio Guido Venturoni. Tutti accusati tutti di omicidio colposo.

La terza sezione della Corte di appello di Venezia, presieduta da Patrizia Vincenzina Montuori, ha riformato parzialmente la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Padova e ha riconosciuto la penale responsabilità in merito alla morte delle vittime dell’amianto in Marina. È stata emessa la condanna per il reato previsto di omicidio colposo anche in danno di Francesco Paolo Sorgente, i cui eredi sono stati rappresentati e difesi dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente Osservatorio nazionale Amianto.

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Sorgente, così come si legge sul capo d’imputazione, è stato nello svolgimento delle sue funzioni, professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto che hanno determinato l’insorgenza di un mesotelioma pleurico che, dopo enormi sofferenze, ne ha provocato la morte nel gennaio 2009.

Le condanne erogate: Agostino di Donna è stato condannato a 2 anni di reclusione, Angelo Mariani alla pena di 1 anno e 6 mesi, Guido Venturoni a 1 anno e 6 mesi, Sergio Natalicchio a 1 anno di reclusione. Tutti, in solido al responsabile civile Ministero della Difesa, sono stato condannati al risarcimento dei danni a favore delle parti civili costituite, e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a50mila euro ad erede.

Decisiva la super perizia disposta dalla stessa Corte di appello, su richiesta delle parti civili. “Ha confermato e ribadito la sussistenza di un rapporto causale tra l’esposizione patita da ogni singolo lavoratore e l’insorgenza della relativa malattia, nonché l’altissima concentrazione di polveri e fibre di amianto inalate dai Marinai”, sostiene in una nota l’avvocato Bonanni.

 “Giustizia è fatta per la famiglia Sorgente, continueremo a sollecitare le bonifiche, la messa in sicurezza delle nostre unità navali, la tutela giuridica, anche con risarcimenti, senza la necessità, speriamo, di dover sempre ricorrere all’autorità giudiziaria”, conclude il legale.