L’AQUILA. La Corte dei conti, sezione giurisdizionale centrale d’Appello, ha confermato la decisione di primo grado nei riguardi di Carlo Bolino, 54 anni dell’Aquila, in qualità di responsabile dell’area tecnica “Lavori pubblici e urbanistica” del Comune di Montereale.
Bolino era stato condannato a risarcire 49.600 euro in favore del comune di Montereale «per avere in qualità di responsabile unico del procedimento, liquidato in proprio favore e in favore di una sua collaboratrice» incentivi che invece non erano dovuti. Il geometra Carlo Bolino ha fatto ricorso in Appello sostenendo che il giudice di primo grado avrebbe «sostanzialmente errato nel ritenere non applicabile l’incentivo». Per la sezione di Appello della Corte dei conti invece «non può non rilevarsi che la procedura di somma urgenza, quale è quella a cui ha fatto (legittimamente) ricorso il geometra Bolino, in realtà non prevede alcuna forma di comparazione ma unicamente l’affidamento diretto per cui le relative funzioni tecniche non sono incentivabili. Come correttamente chiarito dal giudice di primo grado l’affidamento diretto continua a rimanere escluso dalla disciplina degli incentivi tecnici salve le ipotesi nelle quali per la complessità della fattispecie contrattuale l’amministrazione, nonostante la forma semplificata dell’affidamento diretto, svolga una procedura sostanzialmente comparativa, la quale dovrà comunque emergere nella motivazione della determinazione a contrarre in conformità al principio di prevalenza della sostanza sulla forma di matrice comunitaria. In tale ottica, la motivazione diviene elemento essenziale per evidenziare l’iter seguito per l’affidamento dei lavori e, quindi, per poter riconoscere come svolta la procedura comparativa in caso di affidamento di lavori in base a norme che tale procedura non prevedono. L’appellante invece di cogliere la distinzione tra lavori affidati direttamente (non incentivabili) e lavori affidati a seguito di comparazione (suscettibili di erogazione di incentivi), equipara tutte le varie tipologie. Bolino in alcuno dei due gradi di giudizio è riuscito a dimostrare l’esistenza, in concreto, di una comparazione legittimante la liquidazione dell’incentivo. Dalla documentazione agli atti emerge in modo inequivocabile che gli affidamenti sono stati disposti in via diretta con verbale di somma urgenza e, a tal fine, si è provveduto alla predisposizione, e al successivo aggiornamento, di appositi elenchi di ditte interessate a tali affidamenti, elaborati a seguito della richiesta di manifestazione di interesse. Ed è sulla base di tali elenchi che i lavori in questione, sono stati affidati alle diverse ditte, sia pure nel rispetto dei principi di rotazione e non discriminazione. Alla stregua delle sopra esposte considerazioni, si deve conclusivamente procedere all’integrale rigetto dell’appello proposto da Carlo Bolino». (g.p.)
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