PESCARA. Non c’è pace per il concorso del Comune, bandito 4 anni fa, per assumere 30 nuovi vigili urbani. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha costretto l’ente a ripetere la selezione per una serie di irregolarità, ora al termine degli esami ripetuti per la seconda volta è arrivato un altro stop. Il Tar, su ricorso presentato da 4 concorrenti esclusi, ha emesso un decreto cautelare che blocca tutte le assunzioni fino al 16 dicembre quando verrà discussa la richiesta di sospensiva. Un’altra batosta per il Comune che ha urgenza di assumere nuovi agenti, perché quelli reclutati a tempo determinato hanno i contratti in scadenza o già scaduti e il comando della polizia locale è fortemente sotto organico.
concorso senza fine Definirlo sfortunato non sembra un’esagerazione. Mai un concorso del Comune è stato così tanto contestato come questo. Dal 2020, cioè da quando si svolsero le prime prove scritte, è stato un continuo di ricorsi e decisioni dei giudici. La prima contestazione arrivò nel gennaio 2020, quando un gruppo di ricorrenti esclusi dalla prova orale decise di presentare ricorso al Tar per far annullare lo scritto a causa del mancato rispetto delle norme sull’anonimato in quanto ciascun compito era contrassegnato da un codice a barre con quattro cifre facilmente memorizzabile dai commissari d’esame. Prima il Tar e poi il Consiglio di Stato accolsero i ricorsi e imposero al Comune di ripetere nuovamente il concorso. Concorso che si è svolto di nuovo nei mesi scorsi.
le nuove contestazioni Così, di recente si sono svolte sia le prove scritte che quelle orali. Ma quattro concorrenti esclusi dagli orali hanno presentato ricorso al Tar per far annullare gli scritti. Il motivo? «Tutti i ricorrenti», si legge nel documento, «hanno evidenziato, nell’istanza di revisione in autotutela, l’eccessiva genericità della traccia somministrata per la seconda prova scritta, la quale non forniva indicazioni circa l’età dei minori, l’orario di svolgimento dei fatti, il tipo di bevande alcoliche somministrate e la presenza di eventuali recidive». «Carenze», si legge ancora nel ricorso, «alle quali hanno cercato di porre rimedio gli stessi commissari durante lo svolgimento della prova, fornendo indicazioni orali circa l’età da attribuire agli avventori, la quale influisce in maniera determinante sulla qualificazione giuridica dei fatti: procedura sanzionatoria esclusivamente amministrativa se minori di età compresa fra 16 e 18 anni; reato nel caso di minori di età inferiore a 16 anni». E ancora: «I motivi di ricorso attengono direttamente agli atti di valutazione della seconda prova espletata dai ricorrenti, giudicata insufficiente.
Ove vengano accolti, determinano effetto caducante della graduatoria e l’obbligo di riformulazione del giudizio e ammissione della prova orale dei ricorrenti». Tuttavia, il ricorso presentato è arrivato a concorso concluso, costringendo il Tar a emanare un decreto cautelare.
stop alle assunzioni Su 42 concorrenti che si sono presentati al concorso, solo 22 sono risultati ammessi nella graduatori finale di merito, di cui 2 con riserva. Questi sarebbero dovuti essere assunti subito, ma il decreto emanato dal Tar ha accolto l’istanza di tutela monocratica e ha bloccato tutte le assunzioni, in attesa di una decisione sulla richiesta di sospensiva che verrà discussa il prossimo 16 dicembre. Intanto, il dirigente al settore Risorse umane del Comune Fabio Zuccarini dice di essere tranquillo. «Abbiamo rispettato la legge nello svolgimento delle prove», assicura.