TERAMO. Sono 33 gli accessi per codice rosa, per violenza subita dalle donne e dalle persone fragili, nel primo semestre dell’anno nella Asl di Teramo (in particolare ospedale di Teramo 14, Atri 2, Giulianova 5 e Sant’Omero 12). Dati esposti dalla direttrice del pronto soccorso Anna Rita Gabriele che seguono la scia, pur diminuendone la media, degli anni precedenti – 118 gli accessi nel 2021, 104 nel 2020 e 82 nel 2019 – e che raccontano di un fenomeno che, purtroppo, è ancora un’emergenza.
Un fenomeno che, come ha sottolineato la Gabriele, «ha risentito della pandemia quando in tanti non sono riusciti a chiedere aiuto e che riguarda, nell’arco degli anni 2019-2022, maggiormente le donne, ma anche 21 casi di minori al di sotto di 16 anni e con cinque diciassettenni e per gli over 65 abbiamo registrato 10 casi, di questi solo un uomo di 85 anni». Per questo ieri mattina è stata inaugurata nel Pronto soccorso dell’ospedale Mazzini “la stanza rosa”, un ambiente riservato e protetto dove accogliere le vittime di violenza, sottoporle alle cure fisiche e psicologiche e ripararle dagli sguardi indiscreti. «La Asl di Teramo è storicamente sensibile a questo grave problema», ha dichiarato il direttore generale Maurizio Di Giosia. «La stanza rosa è destinata ad accogliere le donne in primis, visto che sono più frequentemente vittime di maltrattamenti, ma anche anziani, disabili, bambini. Un ambiente protetto con a disposizione tutto il materiale necessario non solo per le terapie, anche per le analisi, il sostegno di professionisti e la massima privacy evitando il disagio di spostamenti fra un settore e un altro: in sostanza un percorso ben definito che va dall’ingresso in pronto soccorso fino alle strutture extraospedaliere». Un’iniziativa che segue quella dell’introduzione da anni nella nostra Asl del Codice rosa, uno speciale protocollo che si attiva quando viene riconosciuta la vittima di violenza, e che è stato revisionato. «Abbiamo adeguato il protocollo a quello che prevede la nuova normativa in materia e dovrà essere esteso a tutto il territorio, con un ruolo centrale rivestito dalla Asl relativo alla cura e la prima accoglienza della vittima», ha proseguito Gabriele. Codice rosa e stanza rosa alla quale si può accedere da dentro al Pronto soccorso o dall’esterno che insieme garantiscono massima assistenza alle vittime. «Quando l’infermiera al triage riconosce il maltrattamento», ha spiegato Cinzia Angelozzi, ginecologa referente dei “Bollini rosa”, il riconoscimento che la Fondazione Onda conferisce agli ospedali vicini alle donne, «viene accompagnata nella stanza rosa se è qui a Teramo e viene portata qui dagli ospedali periferici in caso di violenza sessuale. Un luogo protetto per accogliere le vittime di violenza che non dovranno più andare in giro nei vari reparti dell’ospedale: tutti i professionisti ruoteranno attorno a lei e verranno raccolti anche i reperti particolarmente importanti per il successivo iter giudiziario». Una tutela in più per la vittima, visto che denunciare le violenze e farsi curare è ancora un tabù e con un’utenza spesso non del posto per non farsi riconoscere come hanno evidenziato i medici. I dati esposti si accostano a quelli dei carabinieri: solo nel 2021 il comando provinciale ha attivato più di 350 codici rosso, più di uno al giorno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA