PESCARA. Restituire la sua forma architettonica più autentica e consegnarla alla città come luogo identitario da vivere. Guarda al futuro il progetto di restauro e rivalorizzazione del Circolo Canottieri di Pescara, ma tenendo ben presente cosa ha rappresentato, in una storia lunga quasi 100 anni, la Pescarina per i pescaresi.
L’intervento è stato presentato ieri in Comune dal sindaco Carlo Masci e la giunta quasi al completo, dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Pescara e Chieti con Rosaria Mencarelli, direttrice fino al 31 maggio, e la nuova soprintendente Cristina Collettini, insieme alla progettista Emanuela Criber, al responsabile unico del procedimento Aldo Giorgio Pezzi e al supporto al rup, Davide Di Salvatore. Presenti anche il comandante della Capitaneria di Porto Salvatore Minervino, il direttore dell’Agenzia del demanio, Raffaella Narni e il presidente del Circolo, Umberto di Bonaventura.
«Pescara è sempre stata vista come una città che non ha una storia. In sinergia con la Soprintendenza stiamo lavorando per far emergere questo aspetto, attraverso il progetto per la realizzazione del parco archeologico al Rampigna, con i lavori sul bastione San Vitale e adesso per la valorizzazione del Circolo dei Canottieri e un più ampio progetto di riqualificazione del fiume», spiega Masci. Il Circolo costruito negli anni ’30 e concepito come una nave con un torrino di comando, dal 2010 è riconosciuto di interesse storico-architettonico. «Con interventi mirati si può restituire l’immagine di un luogo che può essere recuperato dall’intera collettività», sottolinea il rup Pezzi. «Tutto il progetto prevede un miglioramento strutturale con opere di consolidamento rispettando la struttura», rimarca la progettista Criber. «Faremo un recupero architettonico attraverso l’eliminazione di tutti gli elementi incoerenti con la struttura originaria e lo svuotamento del piano terra. Qui verranno creati spazi polifunzionali a disposizione della collettività».
Con la demolizione dell’attuale rimessa verrà realizzato un nuovo deposito canoe come corpo autonomo dalla struttura centrale. Al secondo livello verranno adeguati gli spazi della palestra. Infine, verrà eliminata la tettoia e riqualificata la terrazza con realizzazione di un piccolo locale ristoro. Interventi riguarderanno il miglioramento antisismico; l’adeguamento impiantistico e antincendio e l’inserimento di dispositivi antiallagamento contro il rischio esondazione. «Riqualificare il Circolo canottieri vuol dire puntare alla valorizzazione di una parte di patrimonio caratterizzante la città, e restituire a Pescara un pezzo della sua storia, rendendolo completamente fruibile», evidenzia Mencarelli. «Sono mesi che lavoriamo insieme per dare un segno univoco all’Abruzzo», commenta la nuova soprintendente Collettini. «Questa è un’opera che vuole ridare alla collettività un bene che gli appartiene, un monumento vivo che possa essere vissuto dalla comunità». Il progetto prevede un investimento da 2 milioni e 210 mila euro, di cui 1 milione e 800 mila euro arrivano dal fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 e 400 mila euro dal fondo per la tutela del patrimonio culturale del ministero. L’inizio dei lavori è previsto a ottobre, la conclusione entro il 2024, in concomitanza con il centenario del circolo.